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giovedì 7 aprile 2022

Recensione Romanzo - BY ANDREA - ADESSO E QUI. MAI SOTTOVALUTARE LA FORZA DI UNA DONNA TERRIBILE di Tiziana Alma Scalisi

 














“Adesso e qui- Mai sottovalutare la forza di una donna terribile” è un viaggio dentro e a ritroso per recuperare il senso di “chi siamo”. Un itinerario tra sofferenza e grandi amori, tra paure e fragilità, dove ogni cicatrice diventa un portale, ogni ruga un’occasione.

Un ricordo d’infanzia spalanca le porte della memoria distillata sempre sul bordo di un tempo sospeso. Un piccolo ricordo diventa la chiave per comprendere quel futuro che attende solo di essere guardato e svelato nella confusione della vita quotidiana. La memoria si risveglia e naufraga tra le emozioni di una donna che impara a guardare l’essenza negli occhi. Senza alibi. La consapevolezza di sé sfugge ai contorni delle categorie e si diffonde liquida nell’arco di una vita. Ineffabile. Incomunicabile. Sottile. Alla fine, l’approdo è, come dice il titolo, “Adesso e qui”, dove ci attende il futuro. Abbandonarsi alla metamorfosi è, per l’autrice, l’unica strada possibile per poter inverare il nostro futuro. Non ci sono coordinate né cartine geografiche, l’amore è l’unica certezza, si segue l’istinto ogni minuto e, con solo l’anima tra le mani, il viaggio comincia a delinearsi.













Adesso e qui. Mai sottovalutare la forza di una donna terribile di Tiziana Alma Scalisi è una sorta di autobiografia interiore dell’autrice.

Un viaggio che parte evocando un lontano ricordo d’infanzia e attraversa i momenti significativi della sua vita, dalla scomparsa della nonna che segna il distacco definitivo dall’universo legato ai ricordi di bambina e alle sue origini siciliane al disfacimento improvviso di un matrimonio, dai mesi di reclusione forzata del lockdown che diventano per l’autrice l’ennesimo stimolo per liberarsi di condizionamenti, legami e rapporti logorati alla frequentazione di seminari e corsi grazie ai quali la scrittrice acquisisce la consapevolezza delle sue capacità “medianiche”, scopre il pensiero di Mary Daly e la potenza dell’energia femminile, si avvicina a una spiritualità rimossa dalla nostra società dominato dal pensiero logico-razionale.

La storia della liberazione progressiva di una donna da condizionamenti familiari e da meccanismi di manipolazione relazionali e sociali che l’hanno fatto sentire a lungo “inadeguata” come afferma lei stessa nelle prime pagine, per la sua sensibilità acuta e particolare, raccontata con un percorso non lineare, ma ciclico e “disordinato” come un monologo interiore.

Adesso e qui è un titolo non casuale: le esperienze di vita che viviamo idealmente assieme a lei leggendo il libro la portano a considerare come sia necessario vivere l’attimo ed essere radicati nel presente e nella realtà. Qualcosa di non scontato, in un’epoca caratterizzata dall’assenza di silenzio e da continui stimoli e distrazioni.

Tiziana Alma Scalisi scrive anche fiabe e racconti per bambini, e Adesso e qui è inframezzato da piccoli intermezzi narrativi, come lo struggente fiaba popolare La Donna Scheletro, tra i passi più affascinanti e coinvolgenti del libro.

Altro intermezzo fiabesco è la parabola La leggenda della farfalla blu e la delicata fiaba senza titolo che apre il capitolo XVII.

Anche la parte finale, Le radici del tempo, ha una struttura narrativa, collegata in maniera inestricabile alla prima parte.

Un racconto scritto molti anni prima nel quale erano in qualche modo annunciate tutte le esperienze che sarebbero state realmente vissute dall’autrice.

La scrittura di Tiziana Alma Scalisi è molto densa e coinvolgente. Periodi brevi che rendono lo scorrere delle parole quasi una sinfonia musicale, soprattutto nella prima parte. Un libro difficile da classificare, lo spunto è autobiografico ma il libro racconta esperienze, emozioni, difficoltà e trasformazioni interiori nelle quali molte lettrici e lettori si possono facilmente riconoscere.

Le parti narrative e quelle autobiografiche si fondono in maniera perfetta, e il modo migliore per avvicinarsi a questo libro è abbandonare l’idea del tempo e della narrazione lineare. Se è vero che è Adesso e qui. Mai sottovalutare la forza di una donna terribile è un viaggio interiore, rispecchia perfettamente la non-linearità del sogno, dell’emozione e del pensiero.








 










martedì 29 marzo 2022

Segnalazione Romanzo - BRE' EDIZIONI - OLTRE L'IMPOSSIBILE di Katia Garzotto

 





Respiro Readers

vi segnaliamo 

l' uscita edita Brè Edizioni

del romanzo dell'autrice italiana Katia Garzotto.













TITOLO: Oltre l'impossibile

AUTRICE: Katia Garzotto

CASA EDITRICE: Brè Edizioni

GENERE:   Autobiografia

PAGINE:  144

PREZZO EBOOK: 2.99

PREZZO CARTACEO: 12.00

DATA USCITA: 11 Marzo 2022






Oltre l’impossibile è molte cose: un’autobiografia, un atto d’accusa contro la malasanità, è lo sfogo di una madre che ha molto sofferto, è un grido. Aurora, la figlia di Katia, nasce con una malformazione che la rende invalida e lotta insieme ai neogenitori una battaglia durissima per la vita, tra incapacità, incompetenze, incuria. Per fortuna non è così dappertutto, c’è anche chi si prende a cuore con amore. Qui non c’è lieto fine, qui si piange davvero. Perché dunque scrivere? Per accusare? Ormai il danno è fatto e nessuno cerca vendetta o rivalsa. Per informare, quello sì, perché accadrà di nuovo, e i mezzi per evitare il dolore ci sono, dolorosi anch’essi, ma si tratta di sceglie tra dolore grande e dolore “piccolo”.





Sono passati due mesi da quel giorno, Aurora ha cinque mesi e vogliono dimetterla dall’ospedale, ma prima devo imparare ad alimentarla con il sondino.

Le infermiere sempre così amorevoli e pazienti, mi stanno insegnando a metterle il sondino dal naso, e ogni volta che lo faccio è una tortura per me e per lei, vedere la sua lacrimuccia silenziosa, che scende giù a prova del fastidio che le provoco ogni volta, mi uccide. Come faccio a portarla a casa? Ho paura e se non ce la faccio? Qui ci sono le infermiere a venirmi in aiuto, a casa sono sola.

Quando feci il corso preparto, si parlava di tutto, del pianto, della fame, del sonno, del bagnetto, dei dolori al pancino, dello svezzamento, e altro, ma mai a nessuno viene in mente di insegnare alle future mamme come mettere un sondino naso gastrico, o come aspirarla. Io l’ho dovuto fare, ho dovuto imparare tutte queste cose.

Mi ricordo che quando partorii mi chiesero se sapevo di avere una bambina malata in grembo, no che non lo sapevo. Mi diedi le colpe per non aver fatto l’amniocentesi, avevo paura di perderla facendo l’esame. Ma poi la mappa cromosomica che ha fatto anche Aurora andava bene.

Le sue malformazioni si sarebbero dovute vedere con l’ecografia morfologica che si fa alla ventiduesima settimana e poi procedere con indagini più specifiche. Il medico che mi fece l’ecografia mi disse solo che era femmina e che aveva tanti capelli, ricordo che gli chiesi se mi faceva vedere il suo profilo, Non si può signora, è girata questo mi disse il dottore.

In seguito feci le mie ricerche, e mi dissero tutti che quando un feto non si vede bene, si fa camminare la mamma e poi dopo qualche minuto si ripete l’ecografia, io non feci nulla di tutto questo, e pensare che andai da questo dottore privatamente perché mi avevano detto che era tra i migliori.

Ripensandoci ci fu una tirocinante o comunque una dottoressa giovanissima che secondo me vide qualcosa in Aurora mentre mi faceva la flussimetria. È un’ecografia che si fa alla trentaduesima settimana per controllare il flusso sanguigno della mamma, e quello del feto, la funzionalità della placenta e il benessere fetale.

Durante l’ecografia, questa dottoressa chiamò un altro medico, si allontanarono un pochino da me, e la sentii dire che non la convincevano le misure del cranio, l’ecografia la continuò il dottore e disse che era tutto ok, che dovevo solo mangiare più carne, perché mia figlia era un po’ piccolina.

Alla nascita mia figlia pesava 3010 kg.

Il peso era l’unica cosa che andava bene.


Sono di nuovo davanti a questa finestra. Dovrei scendere giù in maternità a tirarmi il latte, magari scambiare due parole con Michela mi farà bene, lei starà già lì.

Michela l’ho conosciuta cinque mesi fa quando, appena nata, hanno portato d’urgenza mia figlia in questo ospedale, lei ha partorito qui. La mia cucciola è stata trasferita perché è nata con la labiopalatoschisi, e ignari dei suoi problemi neurologici, si pensava che avrebbe dovuto fare l’intervento per il labbro leporino.

La porta è chiusa, busso e entro, Michela è seduta davanti un tavolo dove ci sono i tiralatte e un contenitore con una soluzione igienizzante per i biberon e le tettarelle, nella stanza non c’è altro.

“Ciao Michela.”

“Katia, speravo che venissi, tesoro come stai?”

“Ho tanta paura Michela, mi stanno preparando per portare Aurora a casa. Sto girando come una trottola per farmi autorizzare a ricevere l’attrezzatura per l’ossigeno, tutto l’occorrente per monitorarla, sto impazzendo, mi mandano da una parte all’altra, mi serve la fornitura dei sondini, ma quella che mi danno non ricopre il fabbisogno mensile, è uno schifo Michela, e sai un’altra cosa assurda che mi è capitata qual è?”

“Ho quasi paura a saperla, ma dimmi Ka.”

“Sono andata a parlare con il pediatra che mi ha assegnato la Asl, ho portato la relazione medica di Aurora al dottore, per metterlo a conoscenza delle condizioni di mia figlia, e anche per avere un sostegno psicologico da una figura medica, be’ sai cosa mi ha detto dopo aver letto lo stato di salute di Aurora? Signora io non sono in grado di avere una paziente come sua figlia, mi dispiace. Ti giuro Michela volevo urlare, e invece mi sono sforzata di mantenere la calma e mi sono limitata a dirgli: È in grado di scrivere ricette mediche qualora mi servissero? Poi senza aspettare la sua risposta mi sono alzata e me ne sono andata.”


 


Katia Garzotto, di Roma, sposata con due figli. Questo è il suo primo libro, nato dall’esigenza di far conoscere la storia della sua prima bambina, morta a soli tredici mesi.

Ha smesso di lavorare per dedicarsi ai figli. Ora ha la serenità per raccontare la sua triste vicenda.





martedì 15 febbraio 2022

Segnalazione Romanzo - BRE' EDIZIONI - BORDERLINE. PECCATORI SENZA COLPA di Laura Massera

 





Respiro Readers

vi segnaliamo 

l' uscita edita Brè Edizioni

del romanzo dell'autrice italiana Laura Massera.











TITOLO: Borderline. Peccatori senza colpa

AUTRICE: Laura Massera

CASA EDITRICE: Brè Edizioni

GENERE:  Romanzo di Formazione, Autobiografia

PAGINE:  148

PREZZO EBOOK: 2.99

PREZZO CARTACEO: 11.00

DATA USCITA: 23 Gennaio 2022






Laura è affetta da “Disturbo Borderline di Personalità”. È costretta ad assumere antidepressivi e, negli anni, ha dovuto sottoporsi a lunghi ricoveri presso cliniche specializzate. In questo diario ci spiega, parlando di se stessa, com’è la vita per una donna considerata “pazza”. Racconti densi di sofferenza, ma episodi legati anche alla speranza. Una disamina attenta a scrupolosa, a volte cinica, altre volte ironica. Si può guarire da questo tipo di patologie o ci si salva per sfinimento? Testimonianze piene di emozioni, di cadute e di risalite. Una ragazza emarginata dalla società come se dovesse espiare una colpa, ma l’unico peccato che ha commesso è quello di lottare per uscire da una situazione che la rende schiava di farmaci e psicoterapie. Un libro per sorreggere chi chiede aiuto. Un’opera dove il sentimento va di pari passo con le interessanti e numerose informazioni mediche. Con la speranza che possa essere di aiuto a chi soffre di questa patologia, e di sovente non viene compresa, aiutata, sostenuta.





Consapevolezze (marzo 2012)



«Noi non ci conosciamo, mi sembra.»

«No, dottore, infatti sono venuta a presentarmi.»

«Prego, si accomodi.»

Nel frattempo, ho tirato fuori dalla borsa le cartelle mediche, con lentezza, e le ho sistemate meticolosa sulla scrivania, rivolte verso di lui.

«Prendo molti medicinali, dottore» gli spiego, cercando di sostenere il suo sguardo «non volevo venire qua a farmi fare delle ricette senza spiegarle il motivo» continuo «sa, sono stata ricoverata nella primavera del 2009, per tre settimane, e queste sono le mie cartelle cliniche.»

Il medico apre le buste e comincia a leggere i fogli.

«D’accordo» spezza il silenzio, infine, tornando a guardarmi «leggerò questa documentazione, ma lei cos’ha da dirmi?»

«Cosa vuole che le dica?» rispondo sulle spine «sono stata ricoverata in una clinica psichiatrica, a Modena. Per Depressione Maggiore, c’è scritto. Io non so spiegarle quello che sia successo davvero; l’ho chiesto spesso ai medici, ma sono sempre stati evasivi. Non saprei che dirle e proprio per questo le ho portato...»

«So leggere benissimo le sue cartelle cliniche» mi interrompe, capendomi al volo «ma ogni individuo è una storia a sé e vorrei che lei mi parlasse della sua perché, se io leggo, mi perdo i suoi sguardi, le sue emozioni, la sua personale versione che, converrà, è più importante di qualsiasi cartella clinica. È d’accordo?»

«Penso di sì…»

Cerco di spiegargli i motivi che mi hanno portata in clinica e come abbia vissuto questo episodio. Mi ascolta attento, poi mi fa una domanda che non capisco subito.

«Non c’è scritto solo Depressione Maggiore, lo legge? Cosa c’è scritto?»

«C’è scritto disturbi di personalità con tratti riferibili al Cluster B» cito a memoria corrugando la fronte. Quella cartella l’ho studiata più e più volte per cercare un significato ai miei comportamenti.

«Esatto. Ne comprende il significato?»

Scuoto la testa, disorientata.

«Lei è borderline» sentenzia quasi in un sussurro affettuoso.

Piango.


Frammenti sparsi di ricordi. Ritorno da Bologna (Mirandola 2021)

Era febbraio 2009 e tornavo da Bologna, dove in quel periodo avevo un impiego. Che stavo perdendo. A fine mese anche quell’avventura lavorativa si sarebbe conclusa e pensavo a ciò avrebbe detto mia zia, con cui condividevo le spese dell’appartamento in cui vivevo (da sola, ma grazie a lei); riflettevo sull’idea che tutta la famiglia aveva di me: una nullafacente sempre mantenuta da qualcuno. Fu un attimo fissare il TIR che sopraggiungeva lungo la corsia opposta e le braccia per un soffio non sterzarono. Non ci sarebbe voluto molto per crepare e avrei di colpo sistemato tutti i problemi: economici, psicologici, relazionali. Tutto soffiato via con una svolta al momento giusto.

Invece piansi e tirai dritto. Non ero capace nemmeno di farla finita. Non ero capace di nulla.

Era giunto il momento di andare dalla dottoressa e spiegare che qualcosa non andava. Ancora un po’ di lucidità mi era rimasta.

Mi prescrisse qualche goccia di Cipralex. Sapevo che ci sarebbe voluto del tempo perché l’antidepressivo facesse effetto, ma mi aiutò a sentirmi già più tranquilla. Stavo male, malissimo, ma sapevo che qualcuno vegliava su di me e questo può fare la differenza.

Il mio problema era sempre stata quella maledetta solitudine. Non parlo di avere fidanzati, di quelli ne avevo avuti anche troppi. Avevo avuto più morosi che compleanni. Una serie sterminata di fallimenti emotivi che aveva solo scavato ogni volta più a fondo il grande buco che avevo sotto lo sterno. No, non era la solitudine sentimentale che mi devastava. Era la solitudine esistenziale. Nessuno aveva pietà di me, mai nessuno. Persino l’uomo che più a lungo di tutti aveva condiviso una storia emotiva con me, non ne aveva avuta.

Ero troppo intelligente perché qualcuno potesse compatirmi. Tutti pretendevano il massimo o, almeno, si aspettavano che sarei stata capace di assestarmi in una vita mediocre, ma stabile. Invece ero incapace sia di grandi imprese che di progetti più comuni. Non riuscivo a tenermi un compagno, non riuscivo a tenermi un lavoro e di conseguenza non riuscivo a tenermi una casa. C’era sempre bisogno che qualcuno corresse in mio aiuto e sapevo – e come se lo sapevo! – che tutti, soprattutto i parenti più stretti, mi giudicavano per questo. Persino Vieri, il mio ex fidanzato, mi giudicava e per questi motivi non aveva voluto dare fiducia al nostro rapporto.

Cosa ne sarebbe stato di me?


 


Laura Massera, Modena, 15 marzo 1971. Dopo aver girato alcune parti del Pianeta e del Paese, è tornata sul suolo emiliano, nella bassa, stavolta, in quel di Pico. Dopo il Diploma di Maturità Artistica ha intrapreso il lungo cammino sulla via della seta con un Diploma di Laurea in Lingue e Civiltà Orientali conseguito a Ca’ Foscari, Venezia, nel 2008. Negli anni ’90 ha collaborato al progetto “La Barbagianna: Una casa per l'arte contemporanea”, per Alessandra Borsetti Venier - Morgana Edizioni, Firenze, venendo a contatto con diverse realtà e dimensioni creative. Ha alle spalle tre romanzi pubblicati con Damster Edizioni di Modena, di cui due ritirati, e numerose apparizioni in antologie a partecipazione diretta o per concorso.

È stata fondatrice e presidente dell’Associazione culturale Echidna Editing, nonché dell’affiliato gruppo letterario Facebook: I Parolanti, che hanno dato vita a un blog ricco di buoni testi, e ad alcune pubblicazioni gratuite su Amazon. Continua a scrivere e a lavorare come editor freelance.






Segnalazione Romanzo - ELLEBI EDIZIONI - SHADOW di Linda Bertasi

  Respiro Readers vi segnaliamo la nuova uscita edita Ellebi Edizioni dell'autrice   italiana  Linda Bertasi. TITOLO: Shadow AUTRICE:   ...