Questo romanzo è una storia ispirata alle dinamiche de
“La bella e la bestia”.
Narra le vicende di Alisa, una giovane donna riparatrice
di reti, proveniente da una famiglia povera di pescatori.
È una
donna tenace che combatte contro i pregiudizi del tempo legati alla
condizione femminile. Vive con la madre e il fratello, reduce da
dolorose traversie del suo passato. Ormai non nutre più speranze
di riscatto da quella vita che la sta lentamente inghiottendo,
tanto da decidere di farsi carico della colpa del fratello nei
confronti di un ricco proprietario, accettando di lavorare alle sue
dipendenze.
Si tratta di Filippo Villanova, figlio di un
commerciante di caffè: un uomo arrogante ed egoista.
“ La maldicenza è la mia condanna. Non cambierà
molto, sono destinato a subirla per il resto dei miei giorni. Per
quanti essi siano.”
Lui preferisce che gli altri vedano solo quello che ciò
fa loro comodo, anche se si tratta di una vera e propria bugia.
È un uomo che vive nel rimorso, con la profonda
convinzione che di dover espiare tutti i peccati commessi in passato.
Non crede di meritarsi più nulla, nemmeno un briciolo
di felicità, tanto meno l'amore.
“ Quella donna lo conosceva appena, ma guardava al di
là di quello che tutti dicevano, al di là di quello che credevano.
Quella donna che lo denudava col suo sguardo, per la quale, dopo
tanto tempo, aveva provato un brivido lungo la schiena.”
Fin dal primo momento in cui aveva incontrato gli occhi
di quella donna, aveva sentito qualcosa di devastante. Era forse
l'unica a non lasciarsi spaventare né dai suoi modi fare né dalle
parole taglienti che usava nei suoi confronti per cercare di
allontanarla da sé e dalla sua maledizione.
Una storia che è un racconto di amore e resilienza, in
cui il mare rappresenta la profondità di certi sentimenti e la
forza necessaria per affrontare ogni ostacolo che la vita pone sul
nostro cammino.
Mi sento di precisare che si tratta di un romance
storico con sfumature di paranormal. Evito di approfondire la
motivazione, per non fare spoiler e togliere la curiosità a chi si
approccia alla lettura del romanzo.
La scrittura dell'autrice l'ho trovata molto fluida e
ben strutturata; al contrario, l'intreccio narrativo mi ha lasciate
in parte confusa.
La gestione tecnica del cambio di prospettiva finale,
pur essendo un'idea lodevole e ambiziosa, mi ha destabilizzata.
La transizione finale verso una nuova cornice narrativa
appare affrettata e non sembra sorretta da una semina di indizi
adeguata, che avrebbe reso la rivelazione più organica e meno
disorientante. Per questo motivo, il cambio di rotta finale ha in
parte rotto l'incanto creato nei capitoli precedenti, lasciando una
sensazione di scollamento, soprattutto nell'ultimo capitolo.
Al di là di un epilogo così repentino, resta una
storia ricca di sensibilità e di capacità introspettiva.
Se amate gli amori travagliati, questo libro potrebbe
fare al caso vostro.