Eccomi
di nuovo a voi cari lettrici. Oggi vi parlo di Dark
Wings ali di fuoco,
secondo volume del Ciclo
delle Ali Oscure.
Un
genere fantasy trascinante, arricchito altresì da numerosi
colpi di scena che trascinano all’interno di emozionanti e
suggestive ambientazioni, lasciandoti veramente col fiato sospeso.
Dark
Wings – ali di fuoco, come il primo volume, emoziona, incanta a
ogni passaggio, a ogni paragrafo dialogato.
Poesia
pura nelle frasi dell’autrice, che riflette quanto importanti siano
le parole se dette con il cuore.
Nella
trama incalzano le azioni e i colpi di scena, che al lettore sembra
davvero di riviverle in prima persona. I personaggi sono
rappresentati in modo così umano, che sembra siano i vicini della
porta accanto e di conoscerli da una vita. Ti entrano nell’anima e
l’immaginazione vola come le ali di fuoco della protagonista, la
quale riesce a trasportarti nel suo mondo immaginario e immaginifico,
soprattutto, l’abilità dell’autrice sta nel far immedesimare il
lettore all’interno della loro complessità psicologica, con la
quale emerge una fragilità che li rende verosimilmente esseri umani.
Lo
stile è aulico sebbene al lettore possa sembrare più che
colloquiale; un’espressione attenta e aguzza che rende l’intreccio
della storia chiaro alla lettura.
Il
prologo del secondo volume mi ha colpito intensamente forse più del
primo. Frasi cariche di poesia, sentimento e di un’intensità
narratologica originale e unica, dove la bravura dell’autrice si fa
strada a ogni passaggio: forte e seducente nelle sue poliedricità
concrete dei sentimenti contrastanti tra odio, amore, dolore, ideali
e sacrificio; emozioni umane che danno un input in più a l’intero
intreccio sia per quanto riguarda la storia principale sia delle
sottostorie.
E,
sfido chiunque, a rinnegare che non vi siate sentiti avvolgere e
coinvolgere da un profondo senso di umanità e calore, nel leggerlo.
Il
secondo volume, come nel primo, vengono trattate tematiche attuali,
tra cui il razzismo, odio verso la diversità, di bullismo e di
prepotenza, nonché di reincarnazione. E
sì, proprio così... Chi è veramente Lyan?
L’autrice
sicuramente si è tenuta al passo con ciò che succede nella vita di
tutti giorni, soprattutto tra i giovani, improntandola ad arte nei
suoi romanzi di modo che riflettesse la realtà umana del mondo di
oggi, con le sue paranoie, la pandemia che non smette di
perseguitarci e, che ha ridotto gli esseri umani a rinchiudersi
sempre più in sé stessi, catapultandoli in un’assurda e quanto
mai disperata voglia di libertà. Ecco, è grazie alle storie come
questa se si riesce a volare al di fuori della realtà in cui siamo
stati costretti a vivere in questi ultimi due anni. Mascherine,
vaccini, timori e paure di non farcela, pensando a quanto, invece,
altri non ci sono più. Volare con la fantasia è più di quanto
umano e grandioso ci sia. Le storie che ci raccontano autori come
Krisha ci aiutano a disperdere il dolore e la disperazione,
sostenendoci e a far sì di immergerci in quell’amore verso
l’altro, in quell’altruismo che oggi si è volatizzato. Il
conflitto comunque è sempre in agguato, ora più che mai, visto
l’imminente attacco della Russia all’Ucraina. Ma il coraggio e la
forza dell’amore sono più forti di qualsiasi potenza mondiale, il
legame che si è creato tra tutti gli esseri umani come in tutti i
personaggi del romanzo, è la prova che non tutto è perduto, e che
il sacrifico di pochi è il trampolino di lancio per tutti gli altri
per ricominciare a vivere. La speranza di un mondo migliore esiste,
ed è scritto nelle parole contenute in questo secondo volume.
Le
qualità di questo romanzo, che ho apprezzato molto, sono state
quelle di saper cogliere le diverse sfumature ma con uguale misura e
attenzione le svariate situazioni e i temi trattati, a partire dal
semplice evolversi dei personaggi, che non risultano piatti, bensì a
tutto tondo, non propriamente come gli eroi perfetti che spesso ci
capita di leggere in altre storie di genere.
Infatti,
se andiamo ad analizzare il personaggio di Lyan, non è un’eroina,
ma una ragazza fragile come tutti gli esseri umani, non nasconde
timori, paure e debolezze, che riesce a superare grazie alla sua
capacità di trasformarle in energie. Questo è un punto di forza nel
secondo volume, perché di solito, in altre storie di genere, leggo
spesso che la protagonista è l’eroina del momento, l’unica a
risolvere questa o quell’altra situazione.
Ben
ideata la conflittualità dualogica tra Lyan e Azalel; un po’ come
nel romanzo di Kafka, “La metamorfosi”, nel cui animo del
protagonista, Samsa,
prorompe la conflittualità intrinseca in tutti gli esseri umani.
Alcuni
passaggi descritti dall’autrice mi hanno indotto a pensare che i
personaggi devono difendersi proprio dal loro subconscio, che
riemerge nella parte cosciente come un flusso continuo di ricordi, di
cose lasciate in sospeso e che devono essere risolte.
Storie,
se vogliamo, che hanno una base psicologica dell’inconscio del
vecchio e buon Freud, padre della psicoanalisi. Perché, Eros e
Thanatos, non sono solo personaggi trattati nella filosofia
mitologica arcaica, ma due forze conflittuali e sempre presenti nella
vita di ogni essere umano, in ogni istante: “Il vivente” e “il
morente”, lo Yang e Yin, o come affermava Freud nel suo saggio:
“Aldilà del principio di piacere”: – pulsione di vita e
pulsione di morte.
Forze
primordiali che potremmo considerare extra-umane, che guidano le
sorti di ognuno di noi.
Anche
se, in questo secondo romanzo sono proprio loro, i due i protagonisti
Lyan e Azalel, che, insieme al loro tormentato amore apparentemente
impossibile in un mondo devastato dai conflitti, li induce ad
allontanarsi sempre di più.
Tuttavia,
oltre le continue indecisioni, incertezze e dubbi, che a dire la
verità, in alcuni passaggi mi hanno innervosito, visto che nessuno
dei due riusciva a prendere una decisione netta e precisa, credo che
la loro storia sia giunta davvero a una svolta finale, che immagino
proseguirà nel prossimo libro della saga...
A
farla breve: un fantasy unico nel suo genere, la cui originalità sta
proprio in quello che io definisco: “Espressione geniale”.
Buono
lo stile narrativo dell’autrice, che in alcuni passaggi incalza, in
altri induce il lettore a riflettere e, in altri, tormenta i
personaggi di passione per le cose vere, per l’amore verso la
propria famiglia, per la sofferenza che fa crescere e rinascere
l’essere umano caricandolo di esperienze, che seppur dolorose,
ammettiamolo, serve per affrontare la vita sotto una prospettiva
diversa, con la mente più salda e lucida, per cercare di non
commettere in futuro gli stessi errori.
Che
altro aggiungere; una sincera convalida anche per questo secondo
volume in cui l’autrice è riuscita nuovamente a trascinare con la
sua energia narrante il lettore in una dimensione fantasy di grande
spessore sotto ogni punto di vista.