Un giallo nella Costiera Amalfitana: il sole accecante di Sorrento e l'incanto della Costiera Amalfitana si trasformano in uno scenario inquietante. La storia prende il via con Bruno Saporito, un giornalista investigativo intento a godersi gli ultimi scampoli di una vacanza a Sorrento. A bordo della sua barca a vela, Saporito è testimone di un evento che rompe la placida armonia del luogo: la tragica morte di una giovane sposa. Quella che, a un primo superficiale sguardo, potrebbe sembrare una disgrazia, accende immediatamente il sospetto nella mente allenata di Saporito. La sua esperienza lo porta a diffidare delle apparenze, soprattutto quando le autorità locali sembrano inspiegabilmente indifferenti e incapaci di gestire la situazione con la dovuta perizia. Questa frustrazione spinge Saporito a indagare. All’indagine si uniscono anche la figlia Gabriella, dottoranda in Scienze Chimiche, e il genero Stefano, esperto di informatica, ma il vero elemento dirompente è Nadia, un'affascinante e spregiudicata escort di lusso. Insieme dovranno affrontare inganni, connivenze e depistaggi per scoprire la verità. Ne seguirà una caccia all’uomo carica di suspense e colpi di scena.
Il volo dell’angelo di Massimiliano Amatucci è un giallo mediterraneo che gioca con la luce abbagliante della Costiera Amalfitana per raccontare una storia dove nulla è davvero limpido. Il sole di Sorrento, anziché rassicurare, acceca; il mare, anziché cullare, nasconde. È proprio questa tensione tra bellezza e inquietudine uno dei punti di forza del romanzo.
L’ambientazione è resa con mano sicura e quasi cinematografica: Amatucci conosce i luoghi e li sfrutta narrativamente, trasformando terrazze sul mare, moli e scorci turistici in quinte perfette per un’indagine che scivola presto fuori dai binari ufficiali. La Costiera non è semplice sfondo, ma un organismo vivo, ambiguo, dove il lusso convive con il silenzio complice.
Il protagonista, Bruno Saporito, giornalista investigativo in vacanza forzatamente interrotta, è una figura classica ma ben calibrata: disincantato, ostinato, allergico alle verità di comodo. Funziona soprattutto nel rapporto con la figlia Gabriella e il genero Stefano, che portano nell’indagine competenze scientifiche e informatiche senza mai risultare accessori narrativi. Interessante e ben riuscita anche Nadia, personaggio di rottura: sensuale, spregiudicata, ma mai ridotta a semplice cliché, capace di destabilizzare equilibri e giudizi morali.
Lo stile è asciutto, scorrevole, con dialoghi funzionali e un buon ritmo narrativo. Amatucci preferisce l’efficacia alla ricercatezza, e questa scelta paga soprattutto nella gestione della suspense e dei colpi di scena. Qualche passaggio avrebbe potuto osare di più sul piano psicologico, ma l’equilibrio complessivo regge bene fino alla fine.
Direi che Il volo dell’angelo è un giallo solido, ben costruito, che unisce intrigo, critica implicita all’inerzia delle istituzioni e un uso intelligente del territorio. Non rivoluziona il genere, ma lo interpreta con personalità e mestiere. Una lettura consigliata a chi ama i misteri italiani con il profumo del mare… e il retrogusto amaro delle verità taciute.







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