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martedì 8 giugno 2021

Recensione Romanzo - BY ANDREA - L'ESTATE CHE HO DENTRO di Viviana Maccarini

 














Sparire. È questo l'unico programma di Nina per l'estate. E non perché la sua vita non le piaccia. A dir la verità, la sua vita di prima non era affatto male: scuola, social, amiche e nuoto. Ma di tutto questo, dall'incidente in motorino, è rimasto ben poco. Solo profonde cicatrici, nascoste dalle bende che avvolgono un viso in cui Nina non si riconosce più.
Così, mentre i suoi amici fantasticano su dove trascorrere le vacanze, Nina una meta ce l'ha già: Volpedo, lo sperduto paesino in collina dove abita il padre, Gabriel, "uno spirito libero", come lo definiscono tutti. È il posto perfetto per nascondersi dal resto dell'umanità. Anche se lì Nina non è affatto sola: c'è Tommaso, con i suoi misteri; c'è Alisha, la ragazza del mini-market, e poi c'è Filo, l'amico di una vita, che sa sempre dove trovarla.
Quando nella sua mente cominciano a risuonare le parole dello psicologo dell'ospedale, che le ha consigliato di iniziare un diario, Nina ne crea uno virtuale, fatto di video, foto e riflessioni che posta sui social con lo pseudonimo di Mia. E quando i follower cominciano ad aumentare, insieme ai like e ai cuori sotto i post, per Nina è il momento di smettere di nascondersi, sfilare le bende e ricominciare. In un'estate che si porterà dentro per sempre.

Un romanzo che ci incolla alla pagina e ci fa ridere, piangere, emozionare, mentre insieme a Nina cerchiamo la sua nuova voce, e forse anche la nostra.

                   




L’Estate che ho dentro di Viviana Maccarini ci affascina già dal titolo. L’estate come stagione dell’anima, la stagione della spensieratezza, della libertà, dell’amore, della sospensione. E nello stesso tempo, l’estate speciale della protagonista Nina.

Nina è una quattordicenne di Milano vivace e spensierata, nel pieno della stagione dei primi amori. Grande appassionata di nuoto, trova nello sport una sorta di stanza tutta per sé, come direbbe Virginia Woolf. La sensazione di piacevole estraneità dal mondo esterno che si prova nuotando è nota a tutti gli appassionati di questo sport.

Una sera Nina, dopo una serata non piacevole trascorsa con un ragazzo, Leonardo, che cerca di forzarla a fare quel che non vuole, ha un brutto incidente in moto.

La ragazza rimane col volto sfregiato e vede svanire come neve al sole tutti i programmi per l’estate e le vacanze. Sostenuta dal suo miglior amico Filo, mette a punto il suo nuovo programma: sparire.

La possibilità che le offre il destino è quella di passare un’estate appartata a Volpedo, il paesino dei colli tortonesi noto per aver dato i natali al pittore Pellizza e per la produzione di pesche e fragole dop.

Nina arriva a Volpedo un mattino di inizio estate, in treno fino a Tortona e poi in autobus. Come il protagonista de “L’equilibrio dei sassi” di Gianluigi Mignacco, Nina si trova catapultata dalla città postmoderna e modaiola al piccolo mondo antico della provincia alessandrina (nel caso di Nina i colli tortonesi) caratterizzata da ritmi lenti e dilatati e popolata da “spiriti liberi”.

Uno di questi è il padre Gabriel, fotografo bohémien che sbarca il lunario realizzando book ad aspiranti modelle.

A Volpedo conosce anche il giovane assistente del padre Tommaso, che conosce a memoria il finale dei libri, e Alisha, una ragazza vivace e sfrontata di origine indiana figlia dell’unico negoziante del paese.

A Volpedo trova l’amore e l’idea per rinascere come una fenice a nuova vita.

Viviana Maccarini ricostruisce benissimo l’atmosfera lenta e sospesa dei piccoli paesi collinari come Volpedo.

Oggi i social network offrono la possibilità di essere nello stesso tempo dentro e fuori dal mondo. E così, dal buen retiro di Volpedo, Nina crea un alter ego social, Mia, per cercare di condividere il suo smarrimento. Non si sente solo “la ragazza ferita” o “la tipa ustionata” ma sente di non essere più la ragazza di prima.

Con l’uso sapiente dei social che caratterizza molti adolescenti, in particolare Nina pubblica su Instagram, Twitch e Youtube, la ragazza inizia una sorta di autoterapia che la porta prima a diventare una sorta di influencer esperta dei temi del body positive, della paura e dell’emarginazione, e poi a ritrovare sé stessa.

L’estate che ho dentro è un testo di grande qualità, non riconducibile a un lavoro di genere young adult al quale pure s’ispira come tematica.

Fra le tematiche trattate, quello dell’importanza della bellezza e dell’estetica in una società nella quale l’apparenza è la realtà stessa, come scriveva nel 1993 il sociologo Michel Maffesoli in “Aux creux des apparences”. Il brutto trauma dell’incidente e dello sfregio del viso sarà un’occasione inaspettata per Nina per far emergere la sua estate interiore.

Un altro tema centrale è quello dell’importanza dei social e della loro ambiguità. Se in molte occasioni il ruolo di questi strumenti nella vita degli adolescenti è demonizzato o criticato, Viviana Maccarini sottolinea con grazia e competenza le opportunità che offrono: condivisione delle esperienze, auto-terapia “gratuita”, possibilità di farsi conoscere e portare all’attenzione tematiche che ci stanno a cuore come quella del body positive per Nina.

Il terzo tema, che ho già trattato in diverse recensioni e chi mi interessa molto, è quella della vita della provincia italiana profonda (in particolare quella piemontese) così diversa con i suoi ritmi lenti e ancorati alla natura dalle vicinissime metropoli di Milano e Torino e popolata da personaggi stravaganti e spiriti liberi. E proprio i social e le nuove tecnologie rendono possibile a chi vive in luoghi relativamente isolati di essere con un piede dentro e uno fuori la contemporaneità.

Una scrittura limpida, poetica, raffinata e appassionante, quella di Viviana Maccarini, che ricostruisce alla perfezione la difficile età dell’adolescenza e il rapporto conflittuale che a quell’età si ha con il corpo.

L’estate che ho dentro (bellissima anche la cover, con il viso della ragazza coperto dal fiore simbolo dell’estate) è un romanzo complesso e articolato che riesce a riunire nelle stesse pagine tre diverse tematiche appassionando lettori di ogni età.

Una lettura consigliata a tutti, non solo agli amanti del genere young adult.















lunedì 17 agosto 2020

Recensione Romanzo - BY ANDREA - VIE DI FUGA di Lucrezia Sarnari


















"Sogna una storia 'alla Jane Austen' da sempre, ma vive Moravia." Non è l'inizio di una commedia romantica ma è la vita di Giulia, trentasette anni e il timore costante di aver scelto la strada sbagliata. L'unica volta che si è sentita in pace con la propria coscienza, perché non ha cercato la fine di una storia prima ancora di viverla e ha sposato suo marito, be'… l'amore si è trasformato in quieto affetto. Nel frattempo ha trovato la sua via di fuga dalla realtà, quello che le sembra l'Amore con la "a" maiuscola, e si è incastrata in una conversazione a suon di notifiche che fanno trepidare il cuore, battute brillanti, selfie da inviare con nonchalance e ultimi accessi da controllare. Lui è Carlo, ed è sposato.
Essere amanti è romantico solo il primo anno, e ai tempi della messaggistica istantanea solo il primo mese. Perché non c'è niente di peggio delle spunte blu quando lui visualizza e non risponde. Forse. Un giorno Internet salta, i social vanno in down, gli smartphone smettono di funzionare e "sta scrivendo" resta sullo schermo all'infinito. Non sono più i tempi di Harry ti presento Sally, adesso c'è Fleabag. E quando tutte le vie di fuga svaniscono e ti ritrovi in un bar di provincia a controllare ossessivamente la connessione che non torna, rimane soltanto una cosa da fare: smettere di rifugiarti nel mondo del "e se?", tirare fuori dal cellulare tutto quello che ci hai nascosto e prendere delle decisioni.
Lucrezia Sarnari, con una scrittura viva e pungente, ci racconta quello che non si osa dire sui sentimenti e sull'amore ai tempi di WhatsApp. Leggendo questa storia inciampiamo nella vita di Giulia ma anche nelle nostre.











Che cosa potrebbe succedere nelle nostre vite onlife, come le definisce il filosofo Luciano Floridi, che si dipanano in uno luogo intermedio tra il mondo fisico e lo spazio virtuale racchiuso in smartphone e pc, se un giorno una tempesta solare mandasse in “down” le connessioni internet di una vastissima zona dell’Italia Centrale? Il termine “down” ricorda “lockdown” un evento imprevisto che irrompe a rivoluzionare le nostre vite, e la riflessione sulla nostra dipendenza dalle relazioni virtuali il film di Paolo Genovese “Perfetti Sconosciuti”.
La protagonista Giulia è un’insegnante di 37 anni, intrappolata in una vita che le sta sempre più stretta, tra un matrimonio ormai spento con il collega Mattia, che non ama più, e il sogno di diventare scrittrice a tutti gli effetti. La via di fuga di Giulia è un corso di scrittura creativa che le consente di lasciare tutti i weekend Perugia, la sua città natale, per raggiungere Roma. Qua conosce Carlo, giornalista che si occupa di politica. Dopo la grigia relazione con Mattia, per Giulia è arrivato finalmente il momento di conoscere l’Amore con la A maiuscola? Gli incontri “reali” tra Giulia e Carlo sono ad alto livello di coinvolgimento erotico. Ma Carlo è sposato, e non sembra intenda lasciare la moglie, il corso sta per finire…e la loro relazione si trasforma in un’intesa virtuale: messaggi, notifiche, spunte, batticuori virtuali. Una via di fuga da una realtà che la soffoca. Accanto a Giulia, le due amiche storiche, la collega Francesca e Irene, che lavora in un negozio di scarpe.
Come Giulia, anche le due amiche, che lei crede di conoscere benissimo, hanno delle “vie di fuga” custodite segretamente nei loro telefoni e pc. Il “down” provocato dalla tempesta solare costringe le persone a uscire di più, per incontrarsi anche fisicamente e parlarsi. E le “vie di fuga” virtuali escono allo scoperto: Francesca ha una relazione con il cameriere del bar che frequentano abitualmente, Irene è segretamente attratta da una donna, l’impiegata della banca vicina al suo negozio Benedetta. Irene e Benedetta hanno fatto l’amore una sola volta, esperienza che per l’amica di Giulia è stata bellissima e indimenticabile. Irene fatica tuttavia a lasciarsi andare al suo nuovo amore, mentre per Francesca si tratta (almeno in apparenza) di una storia di sesso senza importanza.
Accanto alle vite delle tre protagoniste, ci sono quelle degli studenti come Lara, Stefano e Camilla. Anche in questo il “down” della tempesta solare ha un ruolo importante, perché impedisce a un video girato da Stefano, ragazzo ricco e benestante, durante il suo incontro con Camilla, di girare velocemente sui telefoni degli amici facendola diventare virale e rischiando di esporre Camilla alla “gogna pubblica”. Questa parte, secondaria, induce tuttavia a una riflessione interessante sul tema del sexting e del cosiddetto revenge porn: ad essere vittima sono quasi sempre le donne. Al di là della violazione della sfera intima e privata che comporta il revenge porn, è’ un indicatore della cultura ancora profondamente patriarcale e bigotta che permea la società italiana. Se per il ragazzo mostrare il video è motivo di vanto, per Camilla sarebbe motivo di vergogna, come se il piacere femminile fosse di fatto ancora tabù. Numerosi tragici casi di cronaca lo dimostrano.
Il “down” delle connessioni internet costringe quindi le protagoniste a mettersi di fronte alle loro scelte: limitarsi a piccole “vie di fuga” rispetto a una vita quotidiana che le opprime, o prendere la loro stessa vita in mano e rovesciare il tavolo? Per Giulia, prendere l’auto e andare comunque lo stesso a Roma a incontrare Carlo?
Vie di Fuga (con il bel sottotitolo “la vita da adulti fa schifo”) è un romanzo apparentemente leggero, ma in realtà carico di riflessioni psicologiche e sociali. Per Giulia, che abita in una città medio-piccola come Perugia, il binario est di Roma Termini è lo spartiacque tra due Italie. Non a caso, sia Roma Termini che Roma Tiburtina, i binari che collegano la capitale con l’Italia profonda delle regioni centrali appenniniche (Umbria, Abruzzo, Toscana interna, Molise, Castelli Romani) sono separati da quelli dell’alta velocità che la collegano con le metropoli del Nord e del Sud. Anche io ho quella sensazione, quando il treno del binario est partito da Termini lascia la direttissima e sbuca alla stazione di Orte per poi inoltrarsi nelle vallate umbre, che si stia entrando in un’altra dimensione. E poi quanto la nostra vita è dipendente dai dispositivi virtuali? Per alcune persone è più reale la vita racchiusa nello smartphone o nel pc che una vita quotidiana nella quale ci si trascina a volte per inerzia come maschere pirandelliane. Il down elettronico costringe a uscire per incontrarsi davvero, e insieme, un po’ come accaduto per il lockdown che pur non c’entrando nulla suona affine, determina una complessiva flessione dei freni inibitori e la vera natura delle amiche di Giulia viene fuori.
A un certo punto, la sospensione della vita virtuale finisce e le protagoniste sono messe di fronte a una scelta: rovesciare il tavolo, provare davvero a cambiare vita con Carlo, con il cameriere del locale o con Benedetta, o continuare la vita di sempre allietata dal piccolo spazio di libertà delle “vie di fuga”.
Ho molto apprezzato Vie di Fuga di Lucrezia Sarnari, la scrittura è sempre coinvolgente e mai banale, e tutti i temi affrontati sono di grande attualità: dalla sempiterna ricerca del vero amore (“io davvero non lo so, cos’è l’amore” dice Giulia a proposito del suo matrimonio) quello realmente capace di scompaginare le nostre esistenze e le nostre certezze, come accade con Irene, che si riteneva totalmente eterosessuale, quando incontra Benedetta, alla questione del revenge porn alla particolare morfologia dell’Italia, nella quale pochi minuti di treno separano una capitale ricca di opportunità, ma affollata e caotica, da una provincia slow e gentile, con relazioni sociali più strette, che magari però appare un po’ noiosa a chi ci abita.
Vie di Fuga è un libro che consiglio volentieri, difficile da inquadrare in un genere, anche se può apparire affine a quello del romance (un po’ come accade con i gialli storici di Maurizio de Giovanni: sono certamente romanzi polizieschi, ma non si riducono al “genere”) perché l’amore non è l’unico tema; questo per me è un pregio, perché significa che siamo nel campo della letteratura tout court.
















giovedì 31 ottobre 2019

Segnalazione Romanzo - RIZZOLI - LA DANZA DEL GORILLA di Sandrone Dazieri









Respiro Readers

vi segnaliamo la nuova uscita edita Rizzoli

del romanzo dell'autore italiano Sandrone Dazieri.










TITOLO: La danza del gorilla

AUTORE: Sandrone Dazieri

CASA EDITRICE: Rizzoli

GENERE: Thriller

PAGINE: 256

PREZZO EBOOK: 9.99

PREZZO CARTACEO: 15.30

DATA USCITA: 29 Ottobre 2019







Disturbo Dissociativo dell'Identità. Il Gorilla ne soffre sin da bambino e ha imparato a nascondersi e sopravvivere, almeno fino a quando qualcuno non gli ha sparato in testa, dieci anni fa. Adesso ha cambiato vita e se ne sta ad Amsterdam, dove - grazie alle proprietà terapeutiche della marijuana - ha stipulato una tregua con il suo alter ego: il Socio, il doppio in agguato, che gli ruggisce dentro e che è sempre pronto a prendere il sopravvento. I due sono diversi, e non hanno mai avuto un rapporto facile. Se il primo è istintivo, ironico, poco avvezzo alla violenza, il secondo è freddo, spietato, letale.
Rientrato a Milano per la morte di un amico, il Gorilla finisce invischiato nel pasticcio di un incendio doloso. Tra le pieghe della città, dove si aggirano dropout e vecchi militanti dell'estrema sinistra, imprenditori alla canna del gas, forzuti vigilantes e pretoriani del decoro urbano, dovrà fare i conti col passato, misurare il peso delle sconfitte collettive, tenere a bada il Socio, vedersela con la metropoli di NoLo e piazza Gae Aulenti, del Bosco Verticale e del dopo Expo, la metropoli - smart e friendly - che cambia ogni giorno, vendendosi ogni volta un pezzo di anima.
Personaggio leggendario del noir italiano, il Gorilla è tornato in pista, in un viaggio al termine della notte che svela la schizofrenia di questo tempo marcio, ammantato di promesse scintillanti come i nuovi grattacieli, inchiodato alle ingiustizie di sempre.



mercoledì 15 maggio 2019

Segnalazione Romanzo - RIZZOLI LIBRI - ALBA NERA di Giancarlo De Cataldo









Respiro Readers 

vi segnaliamo l'uscita edita Rizzoli Libri

del romanzo dell'autore italiano Giancarla De Cataldo.










TITOLO: Alba Nera

AUTORE: Giancarlo De Cataldo

CASA EDITRICE: Rizzoli Libri

COLLANA: Narrativa Italiana

GENERE: Narrativa

PAGINE: 320

PREZZO EBOOK: 10.99

PREZZO CARTACEO: 16.15

DATA USCITA: 30 Aprile 2019







Dicono che i tempi sono cambiati. E invece è l’Italia di sempre, che esibisce il suo ghigno feroce. Lo sa bene il commissario Alba Doria.Sospesa tra la luce e il buio, Alba è affetta da un micidiale disturbo della personalità. Lo chiamano la Triade Oscura, misto di narcisismo, sociopatia e abilità manipolatoria, capace di ispirare i peggiori criminali o sostenere i vincenti che conquistano la cima della piramide. Ma neanche la mente più lucida può considerare ogni variabile. Così quando il fantasma di un assassino, che tutti credevano morto, torna a colpire, la Doria dovrà vedersela con i segreti del passato. Tanto più che a tornare sono anche il Biondo e il dottor Sax, rispettivamente il compagno e l’amico di quei giorni lontani: poliziotto irruente e tormentato, il primo; funzionario dei Servizi e virtuoso del jazz, il secondo. Toccherà ad Alba chiudere i giochi nelle pieghe di una Roma trasformata in una metropoli sudamericana, popolata da reietti che vivono in veri e propri slum dove vige la legge del più forte.Giancarlo De Cataldo esplora in apnea l’abisso del presente, l’incubo collettivo infestato da hater e uomini che odiano le donne, da sadici torturatori e mercanti di carne umana, da gattopardeschi potenti e nuovi padroni. Quando l’odio diventa il business migliore, solo il primo raggio di un’alba spietata può rischiarare le tenebre che ci avvolgono.



Recensione Romanzo - BY ELY - ALWAYS PUBLISHING - IL RE DI WALL STREET di Louise Bay

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