Respiro Readers
vi segnaliamo
l'uscita del romanzo
dell'autore italiano Mattia Spirito.
TITOLO: Visioni sotto un anfratto di stelle
AUTORE: Mattia Spirito
CASA EDITRICE: Flowered
GENERE: Racconti
PAGINE: 184
PREZZO EBOOK: 4.99
DATA USCITA: 17 Maggio 2015
Dall’incontro di un pescatore con una sirena malvagia all’antico rituale praticato da alcuni bambini per riportare in vita i morti, le dieci storie di Mattia Spirito raccolte in questo e-book mettono in scena esistenze facilmente trasformate in tragiche rappresentazioni, in cui l’elemento fantastico la fa da padrone, non senza un certo gusto per l’horror e una venatura romantica. Tutti gli avvenimenti ruotano, in un modo o nell’altro, attorno al sentimento provato dai protagonisti per la persona amata, per gli amici, per gli animali, per il mondo: quell’amore che genera ferite che solo l’amore riesce a curare.
“Ora John fissava di nuovo Alan
sorridendo e annuendo.
«Bella nottata! Vagammo in auto tutti
e tre fermandoci prima a un bar. Dopo aver fatto colazione, ricordo
che mi mangiai due cornetti e un cappuccino bollente, ritornammo in
auto e andammo ad un vecchio parco giochi pronto per la demolizione.
Sai no? Quei posti pieni di altalene e cavalli a molla… beh io e
Leonard siamo saliti su tutti gli scivoli. Rusty urlava mentre
cercava di toccare il cielo dalla sua altalena. Donnie era su uno di
quei cavalli a dondolo, ma ci restò poco perché dato che lo
cavalcava con troppa irruenza lo ruppe e si ritrovò in terra. Rimase
per un po’ a gambe all’aria con le mani sullo stomaco per le
risate. Noi ridevamo con lui. Si macchiò il cardigan di terra e la
madre, ci raccontò poi, lo fece lavare a lui».
Buttò giù una sorsata più grande,
rilasciando un gemito di soddisfazione, come quello di un assetato
che si disseta da una fonte d’acqua fresca dopo aver camminato per
chilometri in un deserto rovente.
Mentre teneva stretto il boccale, il
volto ora mostrava lievi segni di rammarico nel suo sguardo vissuto e
costellato dai solchi del tempo. Non erano le rughe sulle gote che
facevano sentire il peso dei suoi racconti. Ma quegli occhi azzurri
quasi vitrei… «Eravamo tornati bambini quella notte. Non ci
importava che qualcuno lo potesse vedere. Avevamo vent’anni e più.
Ma non in quel momento».”
Dal racconto : Il Viaggio
Della raccolta : Visioni sotto un
anfratto di stelle
“Mentre lui dormiva il sonno dei
giusti, Sefene si svegliò e gli si avvicinò. Gli mise una mano sul
petto e sentì il cuore di quell’uomo battere forte. Sorrise ancora
crudelmente cercando di accostarsi a lui nella branda. Lorenzo non si
accorse di nulla, continuava a dormire. Sefene cominciò a cantare
dolcemente con la sua voce soave, carezzando delicatamente il volto
di lui, cercando di dar vita a una specie di armonia docile e calma.
Lorenzo parve sorbire l’effetto della nenia. Lei sorrise. Stava per
baciarlo quando lui parlò nel sonno: «Elisa…» Sefene si bloccò
e indietreggiò con la testa. Stizzita, emise un lieve grugnito
mostrando dei denti di squalo che le allargavano la bocca come quella
di un mostro. Le venature blu sotto gli occhi e sulle guance
diventarono spesse e ben visibili. Lo sguardo ora era blu scuro ma
gli occhi avevano la forma di quelli di un serpente molto crudele.
Alitò.
Un anelito fetido carezzò la faccia di
Lorenzo che non manifestò alcun fastidio. Dormiva tremendamente
stanco.
Sefene furiosa si alzò dalla branda e
cominciò a muoversi rabbiosamente nella stanza con la bocca
spalancata e i denti da squalo neri delle sue vittime passate.
«Devo mangiare la tua anima…»
sussurrò con una voce roca e grottesca, fissandolo con gli occhi da
serpe sempre più iraconda. Poi si fermò. Capì che poteva derubarlo
della sua anima semplicemente raggirandolo.”
Dal racconto : L'anima del Pescatore
Della raccolta : Visioni sotto un
anfratto di stelle
Quando aprii non riuscii a proferire
parole, ma solo a strabuzzare gli occhi per la sorpresa e le fitte al
cuore. Vidi dopo quarant’anni il piccolo Jeremia. Ora non più
piccolo, ma l’innocenza dei suoi occhi era rimasta bloccata in quel
corpo da adulto.
«Jeremia…» sussurrai senza alcun
filo di voce.
«Salve, signore». Aveva il sorriso
plastificato e dei tocchi di trucco sul volto sbiaditi. «Siamo in
città per la prima volta e da pochi giorni. Le porgo dei biglietti
per il nostro spettacolo di domani. Spero venga a vederci».
Continuava a parlare senza alcuna emozione.
«Jeremia… sei vivo!» Lui mi fissava
sorridendo, non capendo cosa gli stessi dicendo.
«Signore, i biglietti, prego». Mi
stava porgendo dei fogli di carta. Erano volantini pubblicitari che
assicuravano uno sconto a chi fosse andato allo spettacolo la sera
successiva.
«Jeremia, sono io! Ian!»
Non riuscii a trattenermi. Scagliai a
terra i fogli e lo presi per le spalle scuotendolo. La sua
espressione mutò per un attimo. Divenne serio, triste e addolorato.
Era come se lo avessi svegliato da un lungo sonno. Tremava. Osservai
di nuovo il suo sguardo. Una lacrima scivolò via percorrendo il suo
naso color ebano.
«Signore… vi attendiamo domani.
Venga al nostro spettacolo. Lì ci sono i biglietti». La voce rotta
e strozzata. Ci staccammo l’uno dall’altro, scossi. Lui mi fissò,
cercando di comunicarmi qualcosa terrorizzato, poi si voltò e se ne
andò.
Dal racconto : Il Biglietto del Clown
Della raccolta : Visioni sotto un
anfratto di stelle