Anasztasia è
la giovane direttrice di un’importante banca di Budapest, una donna
di potere ferma e risoluta. Figlia di Adrien Korenski, influente uomo
politico dalla facciata rispettabile, in realtà colluso con una
delle più potenti organizzazioni mafiose della città e del mondo.
La ragazza non ama quel mondo oscuro, quel “mondo di mezzo” tra
politica alla luce del sole e mafia, come disse una volta un noto
esponente della criminalità organizzata italiana.
Nel mondo
delle organizzazioni mafiose, tuttavia, persistono ancora oggi regole
e rituali in qualche modo arcaici. Per ragioni “tattiche”
Korenski costringe Anasztasia a sposare uno sconosciuto, Maximilian
Kovacs, scelto proprio dal padre, detto “Il Farkas” altro boss
mafioso di alto grado.
Per questa
ragazza forte e risoluta, bella come un Rosa di Cristallo, è
un’esperienza inquietante.
Nei primi
incontri con Maximilian la ragazza rimane ritrosa e diffidente,
d’altra parte il matrimonio combinato oggi ci sembra un’assurdità;
eppure, non più di 150 anni fa era praticato dalle case Reali del
mondo come metodo di alleanza politica.
Maximilian,
tuttavia, è un uomo affascinante, dal fisico possente e perfetto e
dal grande carisma. Dall’incontro forzato nasce qualcosa di
inaspettato, un amore assoluto e una passione travolgente. È
l’incontro tra due personalità molto forti, e nel “gioco di
ruolo” fra i due amanti Anasztasia recita quello della “dominata”,
e Maximilian quello del “capo” che esercita anche nella sua
attività criminale che gioca a far soccombere al suo volere la
ragazza apparentemente riluttante. Ma si tratta, appunto, di ruoli,
perché Anasztasia rimane una donna forte, risoluta e che sa quello
che vuole.
Apparentemente
perfetta per affiancare Maximilian nella gestione della sua
organizzazione, senza mai lasciare il suo lavoro in banca.
Ma alcune
organizzazioni rivali hanno messo Maximilian e Korenski nel mirino,
minacciando la felicità del Farkas e di Anasztasia…riuscirà il
loro amore a vincere su tutto?
La Rosa di
Cristallo di A.L. Diamond è un’opera molto originale, a metà fra
noir e romanzo d’amore. Un genere che viene definito mafia
romance in quanto ambientato nel mondo della
criminalità organizzata. Da apprezzare l’ambientazione ungherese,
per la sua originalità: le autrici italiane solitamente ambientano i
romanzi o nel nostro paese o in quelli anglosassoni. Il mafia
romance si caratterizza per l’assenza di
“buoni”: tutti i protagonisti sono in qualche modo legati alla
criminalità organizzata e il lettore si identifica con una parte di
essi che sembra più “buona” o rispettosa delle regole “interne”
alla criminalità organizzata, in questo caso quella di Maximilian.
Un po’ come nella saga televisiva “L’onore e il rispetto” con
Gabriel Garko.
Molto
efficace la descrizione delle scene erotiche tra Anasztasia e
Maximilian, non frequentissime (ottima scelta per non appesantire la
narrazione) ma intense e coinvolgenti. Come già accennato, la
dinamica dei ruoli è tradizionale, con Maximilian mosso da un
desiderio fortissimo e la ragazza apparentemente riluttante per poi
“cedere”. Un gioco delle parti fra due persone che non inficia la
forza di carattere che la ragazza dimostrerà nella vita. È
frequente anche negli uomini che personalità molto forti e assertive
nella vita pubblica in amore scelgano un partner forte e un ruolo più
“passivo”. Tutto questo è molto ben descritto.
Eccellente
anche la parte gialla/noir, con un susseguirsi continuo di colpi di
scena da metà del libro al finale.
La scrittura
è coinvolgente e fluida. Una nota lo merita anche la bellissima
copertura, quasi una “cianotipia” fotografica con la ragazza che
ci guarda di tre quarti, bella e preziosa come una rosa di cristallo.