Londra, 1872. Dopo un tragico incidente, Vincent Morgan smette di invecchiare e approda nella New York del nuovo millennio. In fuga dal suo doloroso passato, farà l'incontro con Mario Cristomonte, un uomo misterioso col quale condivide il percorso di eterna giovinezza. Costui infatti ha percorso le epoche dal Medioevo fino ai giorni nostri e appartiene a un'antica congrega religiosa di Cavalieri ancora attivi. I due inizieranno un'amicizia speciale in cerca di risposte, affrontando insieme il passato, il presente e il Male più crudele per proteggere il futuro degli uomini. Ogni decisione, pur sembrando casuale, innescherà una reazione che fa parte di un disegno superiore già stabilito.
Per le tematiche trattate, soprattutto quella dell’eterna giovinezza, il romanzo ricorda quella del “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde.
Tuttavia Niente è come appare nella realtà delle cose che non accadono solo per pure coincidenze.
Partiamo con l’incipit del prologo in cui l’ambientazione ti catapulta in media res nell’Abbazia di Lucedio. Italia, 1585. Si prosegue, poi, nella Vallata di Lucedio, Italia. Febbraio 1588, e si continua così anno dopo anno, in cui si narra delle vicende di Mario e com’è ha avuto il dono dell’eterna giovinezza, fino ad approdare nella New York dell’Aprile del 2010.
Scritto
in terza persona attraverso un linguaggio chiaro e fluido, il romanzo
può risultare forse un po’ confusionario all’inizio, ma con lo
scorrere delle pagine tutto acquista un senso e una propria linea di
successione, anche grazie ai molti flashback che in alcuni passaggi
allontanano dalla narrazione lineare.
Nel romanzo i personaggi
principali sono cinque cavalieri che sono stati scelti per combattere
contro il male e difendere gli esseri umani. E che ci sia un Dio che
punisce, costringendo
Vincent a vivere bloccato in quell’unico e profondo attimo di
dolore: la morte di Gabriel, il cui particolare è la sua
eterocromia, un piccolo e unico dettaglio che li contraddistingue e
usato spesso per confondere: basta solo non guardare la gente
direttamente negli occhi. Giusto per fare una pausa, questo
particolare mi accumuna parecchio con il personaggio di Gabriel, dato
che anch’io ho gli occhi eterocromici: verde e nocciola.
Sinceramente
non ho mai letto nulla di questa autrice ma avrò tutto il tempo per
farlo in seguito. In queste pagine lo stile dell’autrice è sobrio
e originale, dove si evince la passione che ha per il mondo del
fantasy. La scrittura è considerevole visto la corposità della
storia e i vocaboli utilizzati, ciò nonostante non annoia, - a
parte qualche descrizione di troppo - , ma ci sta, considerando che
alcuni passaggi servono per collegarne degli altri e con essi anche
il prosieguo delle vicende.
Ho trovato la storia originale e il
complesso di elementi narrativi alquanto articolati ma correttamente
congeniati, tanto da rendere la scrittura gradevole e fluente alla
lettura.
A dire il vero l’incipit mi ha un po’ disorientato
per l’incombenza continua del susseguirsi degli innumerevoli
personaggi e delle epoche storiche che partono dal Medioevo ai giorni
nostri. Ma proseguendo nella lettura, arrivata alla parte centrale
dell’intreccio narrativo, o svolgimento, tutto piano piano ha preso
un senso nella mia mente e le scene hanno iniziato a scorrere come
quelle di un film, prima in bianco e nero “epoca medioevale” e a
colori “epoca contemporanea”. Buona la scelta dell’autrice di
mettere in primo piano la storia romance e quelle di amicizia
soprattutto tra Mario e Vincent, che sebbene molto diversi, - Mario è
un personaggio riflessivo, ama e conosce la natura umana e
l’influenza che il Male può avere su di essa, conosce cosa
comporta rimanere eternamente giovani e quanto dolore possa causare.
Vincent è impulsivo e si fa trascinare dagli eventi - continuano a percorrere la stessa strada superando parecchie traversie spinti dai forti valori che li accomuna. Da ora in avanti per i due è una corsa contro il tempo per raggiungere l’obiettivo che si sono prefissati. A questo punto l’intreccio diviene sempre più arzigogolato e si infittisce fino al punto che il lettore non si accorge di essere arrivato alla fine.
Buona la descrizione psicofisica dei personaggi, ad esempio come Jonathan e Gabriel, teatranti e musici, oltre Mario e Vincent.
Buoni i colpi di scena e le pause tra un’azione e l’altra.
Buona
l’idea di inserire un Glossario
dei termini
sull’Ordinamento
dei Cavalieri di Luce.
Un romanzo che definirei sopra le righe e che suggerisco a tutti coloro che amano le sottostorie del genere fantasy
Consigliato

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