Figlio di un commerciante di caffè, Filippo Villanova ha trascorso la sua infanzia sulle navi mercantili solcando i mari del sud. Ha conquistato ricchezza e potere, ha ottenuto la sua vendetta. Ma il suo passato intriso di egoismo e superficialità lo perseguita, è un uomo roso dai rimorsi, imprigionato in un destino a cui lei lo ha costretto. Quando Alisa si trasferisce al castello di Miralba, Filippo sente che è di nuovo capace di mostrarsi agli occhi di qualcuno. Quel qualcuno che potrebbe, però, decretare la sua fine.
Spronata dallo sfuggente Filippo, Alisa porterà alla luce verità che affondano nell’odio e nella violenza, trovando il coraggio di riappropriarsi della propria vita. Un coraggio che pagherà a caro prezzo.
Perché quel che non sa Alisa è che, a volte, il mostro si cela nelle anime più nobili.
Questo romanzo è una storia ispirata alle dinamiche de “La bella e la bestia”.
Si tratta di Filippo Villanova, figlio di un commerciante di caffè: un uomo arrogante ed egoista.
“ La maldicenza è la mia condanna. Non cambierà molto, sono destinato a subirla per il resto dei miei giorni. Per quanti essi siano.”
Lui preferisce che gli altri vedano solo quello che ciò fa loro comodo, anche se si tratta di una vera e propria bugia.
È un uomo che vive nel rimorso, con la profonda convinzione che di dover espiare tutti i peccati commessi in passato.
Non crede di meritarsi più nulla, nemmeno un briciolo di felicità, tanto meno l'amore.
“ Quella donna lo conosceva appena, ma guardava al di là di quello che tutti dicevano, al di là di quello che credevano. Quella donna che lo denudava col suo sguardo, per la quale, dopo tanto tempo, aveva provato un brivido lungo la schiena.”
Fin dal primo momento in cui aveva incontrato gli occhi di quella donna, aveva sentito qualcosa di devastante. Era forse l'unica a non lasciarsi spaventare né dai suoi modi fare né dalle parole taglienti che usava nei suoi confronti per cercare di allontanarla da sé e dalla sua maledizione.
La scrittura dell'autrice l'ho trovata molto fluida e ben strutturata; al contrario, l'intreccio narrativo mi ha lasciate in parte confusa.
La gestione tecnica del cambio di prospettiva finale, pur essendo un'idea lodevole e ambiziosa, mi ha destabilizzata.
La transizione finale verso una nuova cornice narrativa appare affrettata e non sembra sorretta da una semina di indizi adeguata, che avrebbe reso la rivelazione più organica e meno disorientante. Per questo motivo, il cambio di rotta finale ha in parte rotto l'incanto creato nei capitoli precedenti, lasciando una sensazione di scollamento, soprattutto nell'ultimo capitolo.
Al di là di un epilogo così repentino, resta una storia ricca di sensibilità e di capacità introspettiva.
Se amate gli amori travagliati, questo libro potrebbe fare al caso vostro.







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