“Ladro di bellezza” è un romanzo che racchiude un intreccio di diversi personaggi che costruisce tutta quanta la trama incentrata prevalentemente una storia di un intrigo internazionale atto a dare avvio ad una cospirazione contro il soglio pontificio.
Il libro inizia con un uomo di nome Canio, originario di Napoli, e racconta la sua storia. Si sta dirigendo verso la stazione ferroviaria per lasciarsi definitivamente il passato alle spalle e il suo matrimonio finito male.
"Solo in quell'attimo, sentì finalmente sciogliere quella catena che lo aveva imprigionato alla cinica crudeltà di sua moglie."
Si trasferisce ad un antico casolare appartenente alla madre.
Un giovane bulgaro che parte per l'Italia con una strana missione da compiere per il padre, ossia consegnare un borsone alla stazione di Termini a Roma ad una suora ed un prete.
Appuntamento dove non si presenta nessuno e non riesce nemmeno a mettersi in contatto telefonicamente con il padre che non gli risponde alla sua chiamata.
Il destino di Canio e quel giovane e sconosciuto bulgaro s intrecciano su un treno, quando quest'ultimo viene scippato del borsone.
Una donna affascinante e misteriosa , anche ricca, è attirata ed incuriosita da Canio e il suo amico bulgaro.
Il giovane bulgaro si troverà, suo malgrado, nel mirino di delinquenti che faranno di tutto per prendergli il documento lasciatogli dal padre.
Un romanzo indirizzato a chi ama gli intrighi intrecciati a casi storici e di cronaca.
La trama mi è sembrata abbastanza originale, ma lo stile di scrittura risulta un po' datato. I capitoli troppo lunghi hanno appesantito la lettura, mentre la presenza di molti personaggi ha messo a dura prova la mia concentrazione. Si tratta di un thriller internazionale con una fugace sfumatura di storia d'amore. La prima parte del libro è piuttosto lenta, ma dopo metà testo acquista un ritmo incalzante che spinge il lettore a scoprire i responsabili dell'intrigo contro il Vaticano.







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