lunedì 26 settembre 2022

Segnalazione Romanzo - MAI CON UN AMICO DI TUO FRATELLO di Jules Barnard

 






Respiro Readers

vi segnaliamo  la nuova uscita

del romanzo dell'autrice Jules Barnard.











TITOLO: Mai con un amico di tuo fratello

AUTRICE: Jules Barnard

CASA EDITRICE: Fresh Fiction

SERIE: Never Date #1

GENERE: Romance Contemporaneo

PAGINE: 314

PREZZO EBOOK: 3.99

PREZZO CARTACEO: 11.99

DATA USCITA : 23  Settembre 2022








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Il mio piano era perfetto. La mia amica aveva bisogno di un appuntamento e l’amico di mio fratello era single. Problema risolto.

Finché non ho rivisto Jaeger. Erano anni che non lo vedevo e le scintille sono volate nella direzione sbagliata.

Jaeger è cresciuto e si è irrobustito. Ma non dovrebbe importare, perché ho una vita perfetta. No?

I miei piani stanno cominciando ad andare a rotoli e adesso gli addominali perfetti, le spalle larghe e gli intensi occhi verdi di Jaeger sono l’unica cosa cui riesco a pensare.

Dovrei fare un passo indietro nel caso in cui la mia amica sia interessata. O per un altro milione di motivi. Ma se a Jaeger non interessa giocare secondo le regole, non credo di riuscirci io.

Coinvolgente e meravigliosamente stimolante.” ~ Rumpled Sheets Blog

Personaggi realistici e scrittura brillante.” ~ Lauren Layne, Autrice bestseller di USA Today

Ho adorato i personaggi e il suo stile di scrittura... e la bollente sensualità.” ~ Book Addict Mumma

Personaggi coinvolgenti e un’ambientazione affascinante.” ~Library Journal




Il mio ragazzo, Eric, mi prende la mano e le mie gambe tremano come gelatina mentre mi arrampico sull’ultimo masso sul lato est dell’Eagle Lake. I suoi capelli biondo cenere sono appiccicati alle radici dal sudore, cosa che mi dovrebbe disgustare. Ma per qualche motivo mi sembra veramente sexy, tutto sudato e disordinato. È a torso nudo ed essere vicina a tutti quei muscoli mi fa pensare a nasconderci dietro un masso e saltargli addosso.

Eric mi stringe la mano e io alzo gli occhi. Fa un mezzo sorriso. «Cattivella.»

«Cosa?» La mia espressione è completamente innocente, ma mi conosce bene. Più tardi ho intenzione di usare la lingua su quei muscoli per fare un’indagine approfondita. Cioè, se le cose andranno bene. Stiamo avendo un periodo di magra cui spero di rimediare con questa gita.

Mi volto a guardare indietro, cercando Geneviève. Dove diavolo è finita? Staremo qui tutto il giorno se non si sbriga.

È la nostra prima camminata al Lago Tahoe dopo il nostro arrivo, qualche giorno fa, ma Gen dovrebbe essere più in forma. Corre ed è atletica, mentre io evito la palestra come se fossi allergica alla lycra.

Probabilmente dovrei darle un po’ di tregua. L’altitudine qui è maggiore di quella a cui è abituata, l’aria più sottile. Ma non lo farò, perché le sue reazioni, quando non mi trattengo, sono veramente spassose.

Finalmente la individuo, sta superando adesso i sassi prima del lago. «Un po’ di pepe nel culo, Gen!»

Lei mi guarda e si asciuga la fronte, con il petto che si alza e si abbassa con ogni profondo respiro. Stringe le labbra e dilata le narici. Incrocia le braccia e mi fissa furiosa.

Io le sorrido.

Invece di muoversi verso di me, però, Gen lascia cadere le braccia lungo i fianchi e fa un passo vacillante verso l’acqua. Si accuccia tra i grossi sassi e non riesco più a vederla. Dalla sua direzione un sasso vola nel lago, creando minuscole onde.

Posso anche sfottere la mia migliore amica, ma lei se la sa cavare bene, facendo una pausa quando sa che voglio che si sbrighi, tanto per dire.

Ci potrebbe volere un po’.

Mi volto e vado verso Eric, che è a qualche metro di distanza. Il piccolo lago alpino è uno sfondo perfetto per la sua bellezza maschile. Mi fermo per un momento, ammirando il quadretto sexy e rifletto su tutte le cose che voglio realizzare quest’estate.

Il mio obiettivo, tornando alla mia città natale, era immergere Gen nell’atmosfera del Lago Tahoe e risollevare il suo spirito, spero con una piccola avventura estiva. Gen ha appena scoperto, nel modo più brutale e imbarazzante, che l’uomo con cui stava durante il nostro ultimo anno di college aveva una ragazza anche a casa. Lo Stronzo, sì, con la maiuscola, si era presentato al bar locale con l’altra ragazza durante la nostra ultima settimana di scuola.

Gen non aveva pianto né l’aveva chiamato da ubriaca come avrebbe fatto una qualunque rispettabile ventunenne, invece era diventata silenziosa, ed era peggio. Le aveva infranto il cuore e temevo avesse anche distrutto la sua fiducia negli uomini.

L’unica cosa positiva era che non avrebbe più dovuto vedere quel bastardo. Avevamo finito il college e, grazie ai miei contatti a Tahoe, mi ero assicurata un lavoro per entrambe in un casinò per l’estate, prima di cominciare l’università per la laurea specialistica.

L’università. Mi stringo le braccia intorno alla vita e faccio un respiro profondo. Per qualche motivo, sento una stretta allo stomaco tutte le volte in cui penso al mio futuro.

Tahoe è il posto perfetto per distogliere le mente di Gen dallo Stronzo e per passare un po’ di tempo insieme prima di prendere strade diverse in autunno. E forse è il posto perfetto per schiarirmi le idee. Perché dovrei essere eccitata pensando al futuro, ma in questo momento l’idea della Facoltà di Legge mi fa venire il prurito.

Eric si ferma a uno strato di ghiaia e si toglie lo zaino. Distende gli asciugamani e io mi avvicino. Mi siedo e tiro le ginocchia sotto il mento, avvolgendo le braccia intorno alle gambe e cercando di non pensare al futuro.

Passano parecchi minuti e di Gen nemmeno l’ombra. È veramente così stanca dopo la camminata?

Mi guardo alle spalle. Non riesco a vederla e l’acqua dove si era accucciata è ancora una lastra di vetro.

Sento il polso che accelera. È passato troppo tempo.

Mi do una spinta in avanti e mi alzo in piedi. «Gen!»

Lei è a qualche metro di distanza e alza una mano, camminando tranquilla verso di me come se stesse facendo una lenta passeggiata domenicale.

Mi sdraio di nuovo al mio posto ed Eric si mette dietro di me, facendomi ombra con la sua figura alta. «Ti sta bene, visto come l’hai presa in giro.» Sento masticare e mi piovono addosso delle briciole.

Ne faccio volare qualcuna con il pollice e l’indice. «Tarzan, ti dispiacerebbe portare altrove la tua sbobba?»

«Mi dispiace» mormora lui, con la barretta di cereali appiccicata alle labbra.

Scuoto la testa e sorrido. «Avevo dimenticato di dirtelo, il mio orario di lavoro al casinò sarà da martedì a sabato.»

Siamo qui da qualche giorno ma Gen e io cominceremo a lavorare la settimana prossima e sono leggermente nervosa riguardo ai conteggi che dovrò fare come mazziere. So che mi fa sembrare mentalmente instabile, ma non lo sono. Solo, faccio veramente schifo quando si tratta di matematica elementare. Posso scrivere un tema di dieci pagine sul movimento femminile post-industrializzazione in meno di un’ora, sezionare una rana o spiegare l’economia keynesiana, ma chiedetemi di sommare dei numeri a mente e il mio cervello brucia un fusibile. Tendo a sovra elaborare i concetti semplici.

Eric ha smesso di masticare, unico segno che mi abbia sentito. Si è spostato a un metro di distanza volgendomi la schiena mentre fissa l’acqua.

«Sabato sarà una buona serata per le mance,» aggiungo, «ma è brutto che il mio orario interferisca con i nostri fine settimana insieme.»

I giorni feriali sono troppo occupati con le sue lezioni e gli obblighi verso la confraternita a scuola, ma stiamo insieme tutti i fine settimana.

Lui si volta, prende le bibite dallo zaino e si toglie le scarpe. Allunga le braccia sopra la testa con uno lento sbadiglio.

«Non sarà un problema, vero?» dico. «Tu non hai lezione dal venerdì al lunedì. Puoi sempre venire a trovarmi nei fine settimana se vuoi.»

Anche se abbiamo la stessa età, Eric è stato un po’ un lavativo. Sta seguendo dei corsi estivi per potersi finalmente laureare.

Fa spallucce e prende un sasso piatto e liscio. Lo tira verso l’acqua con un colpo secco del polso. Il sasso salta sulla superficie dell’acqua parecchie volte prima di affondare. «Lavora quanto vuoi. Tu vuoi mettere da parte dei soldi per la tua lussuosa università. Io sarò occupato con le lezioni.»

Risposta un po’ evasiva e sarcastica. Eric non è mai stato entusiasta del fatto che voglia frequentare la Facoltà di Legge, ma non mi ha mai nemmeno parlato in questo modo. Non abbiamo discusso del futuro ma avevo immaginato che avremmo avuto una relazione a distanza, una volta che fossi partita.

Di colpo, il solco tra di noi delle ultime settimane e il periodo di magra dal punto di vista sessuale che avevo attribuito allo stress per la fine dell’anno scolastico assumono un nuovo significato. Mi sta respingendo?

Non sono un tipo passivo, quindi gli chiedo: «Credi che sarai in grado di venire qua il prossimo fine settimana?».

Eric fruga nel suo zaino. «Probabilmente no.» Solleva la testa e agita la mano verso Gen, che si sta finalmente avvicinando. «Mi hanno assegnato il primo progetto. Dovrò vedermi con i miei compagni di studio il prossimo fine settimana. E poi c’è la festa con i ragazzi.»

Stiamo insieme da due anni e non siamo mai stati appiccicati, ma il modo in cui Eric sta evitando i miei occhi e la tensione che sento tra di noi fa risuonare campanelli d’allarme. Me l’avrebbe detto se ci fosse qualcosa che non va, no?

Con un tonfo, Gen lascia cadere il suo zaino sul mio asciugamano, ha la faccia rossa e la bocca imbronciata.

Metto momentaneamente in pausa i pensieri che riguardano Eric per concentrarmi sulla mia migliore amica.

Adesso è arrabbiata anche Gen? Prima l’ho presa in giro, ma ci è abituata e di solito rende pan per focaccia.

Stava pensando allo Stronzo? È per quello che ci ha messo tanto e perché sembra che qualcuno le abbia rubato il cucciolo?

Alzo la testa, aggrottando le sopracciglia in una muta domanda. Lei scuote la testa ma l’espressione preoccupata resta.

Eric si siede accanto a me e mi massaggia rudemente le spalle. «Vado a fare un bagno veloce, qualcuno vuole venire?» Guarda me e poi Gen.

«Troppo fredda» dico distrattamente.

«Non ho portato il costume da bagno» dice Gen senza alzare gli occhi. Raccoglie una manciata di ghiaia e la lascia cadere lentamente tra le dita.

Eric si china sopra la mia spalla e sogghigna lascivamente. «Puoi anche farlo nuda, Gen, non mi disturba.»

Gen trasalisce e io do una gomitata nelle costole a Eric. Somaro. Non riesce a vedere che c’è qualcosa che la turba?

Lui ride e va verso la riva.

Il suo stupido commento ha un effetto positivo. Ha cancellato l’espressione depressa dal volto di Gen, che scuote la testa guardando la sua schiena che si allontana, con un’espressione irritata. «I tuoi ormoni smettono mai di essere in circolo?»

«Mai» urla lui senza voltare la testa.

Corre verso l’acqua e si tuffa. I laghi, a Tahoe, sono abbastanza freddi da far raggrinzire le palle e farle diventare acini d’uva, ma Eric sembra non accorgersene e nuota con movimenti sciolti verso un gigantesco masso al centro del lago.

Gen e io restiamo in silenzio mentre Eric si arrampica sulla roccia come fosse Colombo che scopre il nuovo mondo.

Lei lascia cadere la ghiaia e si spolvera le mani sui pantaloncini. «Come vanno le cose con lui?» Appoggia le mani sulle ginocchia, in una posa simile alla mia e si fissa i piedi.

Prima non mi parla di quello che la sta turbando e adesso la domanda a caso su Eric? Non le ho mai parlato del periodo di magra, immaginando che fosse temporaneo.

Lei giochicchia con un lembo del mio asciugamano. «Ti preoccupi mai per lui? Con... Non so, le altre ragazze a scuola?» Alza una mano. «Prima stava scherzando, sul nuotare nuda, ma...»

Seriamente, che cosa diavolo sta dicendo? Non mi piace l’espressione preoccupata sulla sua faccia. Probabilmente sta proiettando su di me i suoi problemi. Ha passato un brutto momento e adesso pensa che tutti gli uomini siano degli stronzi.

«Va tutto bene, Gen.»

Lascia uscire lentamente il fiato. «Okay.» Mi rivolge un sorriso affettuoso e mi sento stringere lo stomaco. Merda. Le cose vanno veramente bene tra Eric e me?

Non mi sembrava che fosse così qualche minuto fa. Non mi sono mai preoccupata per lui, ma sono stata occupata. Ora che la scuola è finita, le cose sono cambiate?

Scuoto la testa. Sto reagendo in modo esagerato. Eric e io passeremo un po’ di tempo insieme al lago e ci rimetteremo in carreggiata.

Ci sono segni di tensione intorno alla bocca di Gen.

«E tu?» le chiedo. «Sei pronta a ricominciare a uscire?»

Lei infila i talloni nella ghiaia. «Certo, prima o poi.»

Gen l’ha già detto ma è passato un mese da quando le hanno spezzato il cuore. Non abbastanza da guarire ma a volte ricominciare a vivere è l’unico modo per far passare la tristezza.

Eric ci schizza, con le goccioline che scendono sul suo petto tonico mentre esce dall’acqua. Io gli sorrido e lui ricambia.

Va tutto bene tra Eric e me. Certamente. Passerà anche a Gen. Appena le troverò un bravo ragazzo.

Gen è intelligente, bella e divertentissima anche se non lo fa apposta, cosa che la rende ancora più spassosa. Sono fortunata ad avere un ragazzo in gamba e desidero la stessa cosa per lei.

Con tutto il personale extra che assumono d’estate al casinò, ci dovrebbero essere prospettive decenti. Altrimenti, perlustreremo la zona per vedere chi c’è in giro.

La maggior parte dei miei amici di Tahoe sta finendo il college o ha trovato lavoro a San Francisco ma la popolazione di una città di vacanza cambia in continuazione. Ci sono un mucchio di possibilità di trovare qualcuno da frequentare. Troverò qualcuno per Gen o almeno le farò passare la tristezza e la farò divertire.

Il Lago Tahoe è il posto giusto. Non posso fallire.  



Jules Barnard è un’autrice bestseller di USA Today di romance contemporanei e fantasy romantico. Le sue serie contemporanee includono Never date e I fratelli Cade. Scrive Fantasy romantico sotto lo stesso pseudonimo con la serie Halven Rising che il Library Journal definisce “... un’eccitante nuova avventura fantasy. Che stia scrivendo di uomini sexy intorno al lago Tahoe o di un mondo di fate inserito nel campus di un college, Jules racconta storie coinvolgenti, piene di cuore e umorismo.”

Quando non è in tuta da ginnastica a scrivere, premiandosi con il cioccolato, passa il tempo con suo marito e i due figli in una cittadina sulla costa nordoccidentale del Pacifico. Dice di avere la capacità di leggere mentre corre sul tapis roulant o brucia la cena.

 







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