giovedì 4 luglio 2019

Segnalazione Romanzo - TRE AMICHE A NEW YORK di Silvia Civano









Respiro Readers

vi segnaliamo il romanzo

dell'autrice italiana Silvia Civano.










TITOLO: Tre amiche a New York

AUTRICE: Silvia Civano

CASA EDITRICE: Self Publishing

GENERE: Romance Conbtemporaneo

PAGINE: 338

PREZZO EBOOK: 2.99

PREZZO CARTACEO: 13.99

DATA USCITA: 20 Maggio 2019







Artemisia, Gaia e Mara sono amiche da tutta la vita. Molto diverse nel carattere e nell’aspetto, hanno in comune una cosa: voler realizzare i propri obiettivi. Misa vuole diventare scrittrice, Gaia avvocato e Mara insegnante. Purtroppo, però, una volta finiti gli studi, scoprono che in un’Italia con poche possibilità per i giovani, difficilmente vedranno realizzati i loro sogni. Tirocini su tirocini, raccomandati che trovano lavoro senza meritarlo e una vita da precarie. È questa la dura realtà che scoprono di dover affrontare ogni giorno. Ecco perché, quando Tony, il cugino ex metallaro di Misa, le propone di aiutarlo a gestire il suo negozio di cupcake a Manhattan, lei decide di accettare. Ma a una sola condizione: che anche le sue migliori amiche si uniscano a lei in questa grande avventura. Una nuova vita le attende. Una vita senza pause nella città che non dorme mai. Orari di lavoro assurdi, feste a ogni ora, locali glamour e incontri molto interessanti…
Quel secondo incontro era quanto di meno romantico ci si potesse aspettare. Ma dopotutto, non volevo romanticismo, né un fidanzato. Quel ragazzo non mi piaceva per nulla. Troppo spavaldo e con la faccia da schiaffi. Senza contare che era già la seconda volta che era riuscito a tirare fuori un lato di me che non sapevo nemmeno di avere. «Allora? Pronta per il tour più emozionante della tua vita?», domandò lui ammiccando.
Sì. Era davvero spocchioso e insopportabile.








Guardai allibita l’insegna color pastello che si ergeva sopra l’ingresso. Torta in tazza cupcake. Si trovava a Manhattan, lungo Bleecker Street, nel quartiere Village. «Ehm… cugino… per quale assurdo motivo lo hai chiamato Torta in tazza cupcake?» domandai, senza scollare gli occhi da quell'insegna colorata. Un piccolo unicorno che faceva il bagno in una tazza bianca era il logo del locale. «Perché mi piace la traduzione letterale di ‘cupcake’. Suona bene. Volevo far capire che il negozio è gestito da un italiano, ma siccome sono pochi a conoscere il significato della frase, ho affiancato anche il nome del dolce in inglese» spiegò lui, con l’aria fiera di chi aveva ideato qualcosa di geniale. «Ma basta avvicinarsi alla vetrina per capire che si tratta di cupcake» ribattei, osservando i piccoli dolci disposti su alzate di vetro. «Sì, ma in rete, sulle guide turistiche e sui giornali, non sono in molti a sapere cosa voglia dire “torta in tazza”. Cugina, tu dovresti diventare la responsabile marketing della mia attività. Svegliati un po’!». Lo guardai torva. Per una frazione di secondo intravidi il ragazzo poco simpatico di un tempo. «Io ho una domanda migliore», iniziò Gaia. «Per quale motivo hai deciso di aprire un negozio di cupcake proprio nel quartiere dove si trova Magnolia Bakery?». «E tu come lo sai? Non avete detto che è la vostra prima volta a New York?», domandò lui con voce sorpresa. Io e Gaia esclamammo all'unisono: «Sex and the City dipendenti!».



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