Respiro Readers
vi segnaliamo l'uscita del nuovo romanzo
dell'autrice italiana Fabiana Redivo.
TITOLO: La vendetta di Lord Hughes
AUTRICE: Fabiana Redivo
CASA EDITRICE: Dri Editore
COLLANA: Historical Romance
GENERE: Regency - Paranormal
PREZZO EBOOK: 2.99
PREZZO CARTACEO: 12.99
DATA USCITA: 18 Febbraio 2019
Ironico, bugiardo,
libertino, romantico, crudele, passionale, violento, dolcissimo,
colto, rude e raffinato. Quanti volti ha lord Hughes? E quali è
disposto a mostrare alla donna che ama?
Lady Judith Blackmore ha
accettato di sposare lord Edward Hughes, conte di Brewfield, per
mettersi al sicuro dal complotto ordito dallo zio, lord George
Blackmore, che la vorrebbe morta. Un matrimonio celebrato in fretta
ma nato sotto i migliori auspici. Una magica alchimia d'amore si
instaura subito tra Edward e Judith che finalmente sembra poter
condurre la sua vita serenamente. Ma lord Hughes ha un lato oscuro
che non è disposto a svelare alla sua giovane sposa, di cui è
perdutamente innamorato. Una maledizione incombe sui conti di
Brewfield. Affonda le radici in un passato non troppo lontano,
nientemeno che in India ed è legato alla spietata setta assassina
dei thugs. Ancora una volta la vita di Judith è in pericolo ma la
"tigre dagli occhi viola" è disposta a metterla in gioco
per amore e per spezzare la terribile maledizione.
Lord
Hughes respirò a pieni polmoni l'aria salmastra. Invidiò il volo
arruffato di un gabbiano sorpreso da un'improvvisa folata di vento.
Il mare gli mancava. Soprattutto la tolda della nave, la sensazione
di scivolare sull'immensa superficie degli oceani cullato dalle onde,
trasportato dal vento che gonfiava le vele. Gli mancavano le giornate
aride di sole, le burrasche, i venti impetuosi. L'avvistamento di
altre bandiere all'orizzonte, gli incontri e gli scontri, le
battaglie, i porti sicuri e quelli infidi. Desiderava tornare a
quelle immensità azzurre e provare ancora il fremito dell'avventura.
Sulla
terraferma si sentiva prigioniero. Inquieto. Il pensiero corse subito
al motivo per cui si era cacciato con le sue stesse mani, anzi, con
il cuore, in quella situazione di stallo: una giovane donna dagli
occhi viola profondi come gli oceani, dal carattere forte e nel
contempo fragile, bella da togliere il fiato. Sua moglie Judith.
Di
fronte a quello sguardo limpido, Edward rimase spiazzato. Riemersero
prepotenti i sensi di colpa. Amava alla follia la sua giovane moglie,
così determinata, colta e bellissima. Lo aveva letteralmente
stregato con il suo coraggio, il fortissimo istinto di sopravvivenza,
la caparbietà e determinazione. Perché oltre al temperamento
ribelle, possedeva un cuore dolcissimo e un animo delicato. Inoltre
la sua innocenza diventava fuoco puro sotto alle lenzuola. Tutto
questo lo faceva impazzire. Perché lui, invece, era quello che era.
Un lord, certo. Ma anche uno spietato uomo d'affari e un
avventuriero. Forse un giorno le avrebbe confessato ogni cosa. Forse.
Cosa
penserà di me quando saprà chi sono davvero? Mi respingerà e io ne
uscirò con il cuore frantumato al punto da non riuscire mai più a
mettere insieme i pezzi. E me lo sarò meritato. Come ho potuto
cedere alla tentazione di cogliere questo fiore meraviglioso?
Turbata,
esaminò l'armadio. Era la prima volta che notava gli intarsi lungo
le colonne laterali. Andò a sfiorare con le dita il fiore che le era
stato indicato in modo tanto insolito. Sporgeva un po' più degli
altri. D'istinto, lo spinse. Udì uno scatto. Un cassetto segreto si
aprì, di poco, alla base dell'armadio.
Sembra
quasi un doppio fondo. Chissà se Edward ne conosce l'esistenza?
Peccato sia già partito per Plymouth, avrei potuto chiederglielo.
Incuriosita,
si chinò ad aprire il misterioso cassetto. Un intenso profumo di
essenza di sandalo si espanse nell'aria. Proveniva da una pezza di
lino che avvolgeva una piccola bottiglia di olio essenziale. Fu
colpita da alcuni plichi di lettere legate a piccoli gruppi con un
nastro di colore rosso. Infine un quaderno rilegato in pelle che
aveva tutta l'aria di un diario. Lo aprì con mani tremanti
dall'emozione. Sulla prima pagina campeggiava un nome scritto in
calligrafia elegante: Marion Penwherry.
Era
il diario di lady Marion, la madre di Edward.
Judith
in particolare era combattuta tra il lasciarsi andare alla collera, o
al pianto per la delusione di essere stata messa da parte. Se fosse
stata da sola, nel palazzo di Whitemoor, di certo avrebbe fatto a
pezzi parecchie suppellettili. Invece si trovava a Winterborn, nel
salottino privato del duca di Ashton. Non poteva permettersi di
apparire debole o isterica. Ora comprendeva meglio gli insegnamenti
della maharani di Bombay e il motivo per cui la metteva spesso a
parte di quanto accadeva a corte.
A
un uomo si perdonavano le intemperanze, venivano considerate come
espressione di forza o temperamento. Per una donna era un altro paio
di maniche. Non aveva alcuna importanza quanto giuste fossero le sue
rimostranze, se alzava la voce veniva considerata un'isterica e il
suo giudizio ottenebrato dalle emozioni. Per questo doveva
assolutamente ricacciare indietro il nodo di pianto che le stringeva
la gola per la rabbia e la delusione; non sarebbe stata presa sul
serio. E lei aveva maledettamente bisogno di essere presa sul serio.
“Lasciatemi...
lasciatemi per dio... sono un cittadino britannico!”
“Un
cittadino britannico, ma certo” rimarcò Edward con un sorriso
diabolico. “Bentrovato, lord Blackmore.”
In
ginocchio, bloccato per le braccia da due pirati, Lord George
Blackmore lo fissò con astio ma non rispose alla provocazione.
Rimase muto. Se i suoi occhi fossero state lame, di certo avrebbe
fatto una strage con lo sguardo.
“L'ospitalità
del principe Thaik non era di vostro gusto?”
Di
fronte all'ostinato mutismo del suo ex socio, sollevò la punta della
sciabola sporca di sangue nemico e gliela puntò alla gola.
“Sapete
bene chi sono” disse con la calma che precedeva la tempesta. “E
la fama di cui godo. Ve lo chiederò una volta sola. Dov'è vostro
fratello?”
Di
fronte allo sguardo gelido di lord Hughes, l'uomo impallidì.
“Nelle
Sundarbans” rispose dopo breve esitazione.
“Ospite
del nostro comune amico?”
“Sanjai
Singh vi sta aspettando” gorgogliò cupo. “Non riuscirete mai a
spezzare la maledizione. Mia nipote Judith morirà e sarà solo colpa
vostra. Voi l'avrete uccisa!”
Spezzare
la maledizione non era poi così importante. Ciò che gli premeva
sopra ogni cosa era tenere sua moglie Judith al sicuro, e lo avrebbe
fatto anche a costo di dannare per sempre la sua anima.
E
dopo compirò la mia vendetta. Per tutta la mia famiglia.
Il
triskell vibrava al collo di Judith, e lei sapeva perfettamente
perché. Era in atto un conflitto tra energie contrastanti.
Le
maledizioni trovano sempre un modo per compiersi. Ma possono essere
spezzate.
Dopo il successo di Una
Ribelle per Lord Hughes, balzato ai primi posti delle classifiche
nel 2018 e molto apprezzato dalle numerosissime lettrici che lo hanno
scelto e che continuano a farlo tutt’ora, Fabiana Redivo si
cimenta, aggiungiamo noi con successo, nel nuovo capitolo della saga.
Questa volta aggiungendo una vena avventurosa e fantasy decisamente
più marcata che nel primo, forse andando a ripescare dai suoi
passati successi in questi generi.
Insomma, un Regency un
po’ fuori dalle solite canoniche regole, ma una bellissima storia
d’amore con un insieme eterogeneo di personaggi veramente
affascinanti e magistralmente ritratti.






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