Perché
si ha così tanta paura di affrontare la verità?
Perché
nascondersi dietro una bugia, quella che ti racconti giorno dopo
giorno pur di non vedere come stanno davvero le cose, ha comunque il
vantaggio di farti sentire al sicuro. Più al riparo. Perché
prendere decisioni o semplicemente dire la verità, che sia a sé
stessi o agli altri, ti fa vacillare.
E
succede perché l’ignoto spaventa: non sai cosa c’è ad
aspettarti dall’altra parte del mare quando decidi di attraversare
la tempesta.
Perché,
magari, se è vero che tutto ti sta stretto, ti convinci che non si
sta poi così male. C’è chi sta messo peggio di te.
Sei
rimasto lì
in
mezzo a tutti quegli scatti
che
ho fotografato con gli occhi
mentre
eravamo intenti a viverci.
Cara M.,
Hai sempre camminato in punta di
piedi per non destare il minimo rumore, per non disturbare.
Hai sempre camminato lungo il muro
per tenerti nascosta, al riparo dal mondo esterno, ma tutto ciò è
mai servito davvero per farti meno male? Tutto questo è mai servito
per tenerti al riparo da occhi indiscreti? Al riparo da mani che non
sapevano accarezzare il tuo cuore? Al riparo da coloro che dicevano
di capirti mentre, invece, continuavano a ferirti? O forse, facendo
così ti sei fatta ancor più male. Perché hai fatto solo in modo di
renderti invisibile di fronte al mondo intero.
Ci hai mai pensato, piccola M.?
Quante ferite siamo in grado di
procurarci da sole, mentre tentiamo in ogni modo di evitare che siano
gli altri ad infliggercene?
E ora lo senti, vero? Puoi finalmente
camminare a passo normale. Puoi smettere di preoccuparti di essere
invisibile, di essere inesistente, di disturbare.
Ti ha vista.
Ti sta cercando.
Ti sta aspettando.
Lì fuori, finalmente, c’è una
persona che si è accorta di te e vuole tenerti con sé, nonostante
le tue paure, le incomprensioni, le cicatrici che ti fanno spesso
sbagliare e alzare i tacchi e andare altrove.
Lì fuori, finalmente, c’è una
persona che vuole conoscere ogni cosa di te: dagli una possibilità.