Si
dice che siano gli opposti ad attrarsi, ma se fossero i simili a
incontrarsi?
Dianne
e Sebastian sono due anime di fuoco, forti e arroganti. La battaglia
di sguardi e parole taglienti è aperta e sotto gli occhi di tutti.
Ma dietro all’apparente rivalità c’è molto di più.
Dopo
uno scoppio di passione improvviso, fra loro comincia una relazione
di solo sesso. Al campus si comportano come sempre, mentre nel buio
sfogano l’innegabile attrazione.
Cosa
accadrà quando le maschere da ragazzi cattivi cadranno? Perché
Dianne ha sempre dei lividi? E cosa nasconde Sebastian sotto i
numerosi tatuaggi?
Due
ragazzi giudicati per ciò che hanno deciso di mostrare.
Una
storia d’amore fra chi di amore non capisce molto.
Una
giostra di emozioni per comprendere i propri desideri.
Alla
fine, non rimane che una domanda: chi è il vero cattivo?
D’improvviso
vengo spinta all’interno. Afferro il lavandino per non finirci
contro e mi volto, spalancando gli occhi.
«Perché
cazzo devi rompermi i coglioni con le tue domande?» Sebastian sbatte
la porta alle sue spalle.
«Che?»
Ma cosa gli prende?
Mi
stringe le spalle e mi fa sbattere contro il muro; per protesta,
affondo le unghie nelle sue braccia.
«Vuoi
scoparmi, Dianne?» Immerge gli occhi nei miei. «Perché io voglio
scoparti e dopo ieri non ho altro per la testa».
Spalanco
le palpebre, stupita dalle sue parole. È ubriaco? «Che stai
dicendo? Ti sei bevuto il cervello?»
«Smettila
di fare la stronza arrogante e rispondimi: vuoi scoparmi ancora o
no?» La sua espressione è troppo seria per essere uno scherzo.
Ha
detto che non ha altro per la testa… Quindi ha pensato a me tutto
il giorno? E perché la cosa non mi lascia indifferente?
Le
sue mani scendono sulle mie braccia; siamo così vicini che i nostri
piedi si alternano l’un l’altro, mentre i corpi non si sfiorano
per poco. Il suo profumo mi aggredisce con la stessa intensità dello
sguardo e il calore della sua pelle sulla mia è… Non lo so, ma
cazzo se mi piace essere toccata da lui! E mi odio per questo.
Deglutisco.
«Sì».
Sebastian
sorride e si avvicina al mio orecchio. «Allora scopami e smettila
con le domande».
Le
sue labbra scivolano sul profilo della mandibola, sfiorano il mento e
si avventano sulle mie. Le stuzzicano, le succhiano e le divorano,
ottenendo l’accesso alla bocca che schiudo senza proteste.
È
tardi e dovrei tornare a casa, ma non riesco a smettere di baciarlo,
di toccarlo e di ascoltare la sua voce intrisa di piacere. Il nostro.
Penserò
domani a quanto tutto questo sia sbagliato.