TITOLO: Gli occhi del lupo
AUTRICE: Federica Amalfitano
CASA EDITRICE: Self Publishing
SERIE: I Lupi di Florence #1
GENERE: Paranormal Romance
PAGINE: 218
PREZZO EBOOK: 0.99
DATA USCITA: 6 Maggio 2021
“C’era un filo che ci teneva uniti e quel filo non si sarebbe mai spezzato finché fossi rimasto in vita”.
Nulla è come sembra e questo Taylor Kean lo sa bene.
Metà uomo e metà animale.
Due facce della stessa medaglia.
Un lupo solitario che diventa un lupo protettore quando incontra lei, Ellen Smith.
Un’amicizia che non sarebbe mai dovuta nascere e che sarà ostacolata dal Capo Alpha dei Kean, dai Verdana (un clan nemico) e dal Consiglio dei Wolfers (la più alta autorità nel mondo lupesco).
Tra segreti inconfessabili, battaglie tra mannari e tradimenti inaspettati, Taylor ed Ellen riusciranno a restare uniti o il loro legame sarà destinato a spezzarsi?
Eccomi
qui! Non pensavo fosse così difficile presentare un libro; forse è
stato più semplice scriverlo. Nella prima tappa di questo Blogtour
cercherò di farvi conoscere meglio il mio romanzo.
Bene,
le premesse ci sono tutte.
E
adesso cosa vi racconto del libro?
C’è
da dire che mai mi sarei aspettata, un giorno, di vedere le parole
che avevo scritto tempo fa su un quaderno chiuso nel cassetto della
mia scrivania, alla portata di voi lettori.
Gli
occhi del lupo: I lupi di Florence #1
è nato un po’ per caso durante gli anni universitari. Ellen e
Taylor, protagonisti del romanzo, mi hanno accompagnato nei mesi più
difficili della mia carriera universitaria, fra esami da superare e
tesi da preparare. E così, tra un esame di chimica e uno di
biologia, i licantropi mi hanno permesso di evadere per un momento
dalla realtà.
Ok,
sto temporeggiando, lo so. Ogni presentazione che si rispetti, lo
dice la parola, deve “presentare” un libro e non chi lo ha
scritto. E allora comincerò a raccontarvi l’incipit del romanzo.
La
storia ha inizio nel bosco che caratterizza la cittadina di Florence
e che occupa la maggior parte del paese estendendosi in tutta la zona
nord.
Ellen
è in ritardo per una cena speciale e decide di prendere una
scorciatoia tagliando attraverso il bosco il cui aspetto è reso
sinistro dall’ondeggiare sinuoso dei rami e dai suoni tristi emessi
da strani uccelli notturni che sembrano voler dire ai passanti di
tornare indietro e non incamminarsi oltre. Ellen sa che il luogo in
cui si trova è pericoloso; per i suoi genitori il bosco è sempre
stato un tabù, ma la fretta è cattiva consigliera e il buon senso
stavolta non è servito a farla ragionare. All’improvviso sente dei
passi alle sue spalle, la paura comincia a insinuarsi in lei e allora
l’unica cosa da fare è mettersi a correre e uscire dalla boscaglia
il prima possibile. Corre, corre, senza mai fermarsi, ma inciampa in
una radice e finisce a terra. Sta per rialzarsi ma vede due uomini
che la osservano sghignazzando. La rimettono in piedi, la strattonano
da una parte all’altra, le cattive intenzioni ci sono tutte. A un
tratto, senza che se ne accorga, non è più nelle grinfie dei due
uomini; un lupo nero li ha aggrediti permettendole di scappare, non
prima di aver puntato i suoi occhi blu su di lei. Da qui avranno
inizio incontri non casuali, battaglie senza esclusioni di colpi e
una storia d’amicizia destinata a essere qualcosa di più.
Spero
di non avervi annoiato con questa presentazione e di avervi
incuriosito almeno un po’. Se vi va di conoscere qualcosa in più
di questo romanzo, vi rimando alle prossime tappe.
“Nessuno
è come sembra e quello che potrebbe essere il tuo peggior nemico si
può trasformare in un insolito alleato”.
ESTRATTO
«Smith,
hai intenzione di ammirarmi a torso nudo? So di essere un tipo
irresistibile, ma con la temperatura in cui ci troviamo oggi, potrei
beccarmi anche una polmonite», mi disse facendomi l’occhiolino.
Una
vampata di calore si diffuse in tutto il mio corpo. Lo odiavo. Ma
perché doveva sempre mettermi in imbarazzo.
Niente
male però come idea!
Taci
tu!
Ci
mancava solo un litigio tra le voci.
«Vieni
a casa con me, te lo ricucirò.»
Una
volta arrivati, lo feci sedere su una sedia in cucina e presi gli
attrezzi della zia per riparare il danno. Stavo infilando il filo
nella cruna, quando Taylor si alzò e l’ago mi si conficcò in un
dito.
«Perché
ti sei mosso?» lo rimproverai raggiungendo il lavabo per fargli
scorrere sopra un getto d’acqua.
«Scusa,
è che ho paura degli aghi.»
Mi
fece voltare e, afferrandomi la mano, si portò il mio indice alle
labbra. Mi guardò con intensità mentre succhiava un rivolo di
sangue che scendeva lungo il dito. «Ho sentito che bisogna succhiare
per fermare il sangue», continuò appoggiando le mani accanto al mio
corpo e intrappolandomi tra lui e il lavabo.
Quello
sì che era il momento più imbarazzante della mia vita. Avrei dovuto
tenere la bocca chiusa e assaporare quel momento magico che si era
creato fra noi e invece me ne uscii con: «Non sono mica stata morsa
da un serpente?»
Sei
una frana! La
nuova vocina dentro di me era disperata.
Un
luccichio divertito balenò nei suoi occhi. Speravo vivamente che si
aprisse una botola sotto i miei piedi pronta a risucchiarmi come
accade spesso nei cartoni animati.
Riesci
sempre a rovinare tutto con quella tua linguaccia biforcuta.
Volendo,
persino un palo della luce può essere più romantico di te!
«Ti
fa male Smith? Non volevo», mi disse sfiorandomi una guancia con il
dorso della mano dispiaciuto per l’accaduto.
Era
arrogante ma molto, molto dolce.
No
Ellen, non cadere nella rete.
Il mio buon senso mi
diceva che non potevo assolutamente perdere la testa per un ragazzo
così enigmatico come lui. Ultimamente però il mio buon senso era
molto debole. Doveva essere andato in vacanza alle Maldive e mi aveva
lasciato con il mio nuovo io che voleva a tutti i costi farmi gettare
ai piedi di Taylor e supplicarlo di mettersi con me.
Cercai
di rassicurarlo. «Taylor, non è niente. Sai quante volte mi sono
punta? Non è la prima volta, tranquillo.»
Lui
non rispose e continuò a guardarmi in un modo che mi mandava
letteralmente in confusione. La mia schiena era appoggiata al lavabo
mentre un metro e ottanta di muscoli e insolenza mi faceva mancare il
respiro.
«Sarà
meglio che vada», disse spostandomi una ciocca di capelli dietro un
orecchio, «anche se avrei voglia di fare altro.»
Deglutii.
In che senso aveva voglia di fare altro?
Dai
Ellen; è la tua occasione. Buttagli le braccia al collo!
«Non
ho ancora ricucito il bottone.»
Il
bottone?
mi gridava la voce del non buon senso. Sei
pazza? Non puoi pensare al bottone in un momento come questo. Ritiro
quello che ho detto; di sicuro un palo della luce ci saprebbe fare
più di te con il tipo!
«Ah,
sì, il bottone», mi rispose inchiodandomi con uno sguardo
malizioso. «Fai pure, Smith.»