Mentre aspettavo che tornasse a letto,
leggiucchiavo sul mio tablet, ancora distratta da qualcuna di quelle
vaghe preoccupazioni.
Il caso volle che apparisse il link di
uno di quegli stupidi quiz di Internet e io, come un’idiota, lo
cliccai. Come se fosse una specie di chiromante che potesse
rimetterci sulla strada giusta, o anche solo calmare quelle paure
lontane.
Quando Adam venne a letto qualche
minuto dopo, infilandosi sotto le coperte, stavo giusto rispondendo
all’ultima domanda del quiz “Date un voto al vostro matrimonio”
su BuzzTea.
«Che c’è di così divertente?» mi
chiese Adam, sistemandosi accanto a me.
«Oh, ho solo seguito uno stupido
clickbait» dissi ridendo. Non serviva allarmarlo dicendogli che
l’avevo effettivamente cercato. Comunque, non significava nulla.
Gli mostrai lo schermo del mio tablet. «Ho solo fatto questo quiz e,
a quanto pare, il nostro punteggio è abissale. BuzzTea ci dà solo
tre anni prima di divorziare.»
Adam non rispose per un bel po’,
sembrava stesse riflettendo. Poi di colpo, come se avesse finalmente
capito ciò che avevo detto, si irrigidì, mettendosi seduto. «Cosa?!
Fammi vedere.»
«Non farti salire troppo la pressione.
È solo uno di quegli stupidi quiz di Internet.»
Ma Adam aveva già cliccato il pulsante
Ripeti e ora era seduto a letto, dimenticando le coccole.
Rispose in fretta a una domanda dopo l’altra, con i muscoli del
corpo che diventavano più tesi e contratti a ogni domanda. «Adam,
mettilo via. È una cosa che ha scritto qualche stagista con una
scadenza ristretta, cercando roba su Google. Non è...»
«No. Nessuno può darci un voto
basso. Noi non siamo così.» E, con un gesto teatrale, toccò il
tasto “Guardate i vostri risultati”, trattenendo il fiato.
«Pessima programmazione. Avrei potuto farlo meglio in modo che desse
un risultato immediato.»
Io annuii. «Certo.»
«Ascolta, lo farò subito e non ci
vorrà nemmeno un’ora per... Ah! Eccolo. Visto, è un...» La voce
svanì mentre strizzava gli occhi guardando lo schermo. Il tablet
illuminava i suoi lineamenti belli da mozzare il fiato. Non mi
stancavo mai di guardarlo, davvero. Okay, magari qualche volta,
quando mi dava sui nervi. Ma ultimamente non ci eravamo nemmeno visti
abbastanza perché succedesse.
Tristemente, Adam sembrava veramente
prendere sul serio quello stupido quiz. Chiaramente aveva bisogno di
una distrazione. «Vieni qua. Quella roba è una stronzata.» Mi
chinai e gli baciai la tempia, la guancia, il collo e afferrai il
bordo del tablet, pronta a toglierglielo di mano. «Non ci hanno dato
nemmeno un punto perché il letto prende fuoco quando facciamo
sesso.»
«Mmm» rispose Adam, che a quanto pare
non mi aveva sentito mentre cliccava alcuni altri link e cercava di
riprendere il tablet. Accidenti a lui! Glielo strappai di mano e lo
misi sul mio lato del letto, fuori dalla sua portata.
Adam si arrese, ricadendo sopra il
cuscino e guardandomi. «Sono solo stronzate» ripetei.
Brenna Aubrey è un’autrice
bestseller di USA TODAY di romanzi contemporanei.
Ha sempre cercato conforto in un buon
libro e nelle storie lunghe e convolute che intesse nella sua testa.
Brenna è una ragazza di città con un grande amore per la natura nel
cuore. Quindi, appena può, cerca i grandi spazi verdi e aperti. È
anche una mamma, un’insegnante e una geek, una francofila,
un’indomita dipendente dai videogiochi, nonché un’accumulatrice
compulsiva di libri.
Attualmente risiede sulla costa
occidentale degli Stati Uniti con suo marito, due bambini e due
adorabili golden retriever.
Per maggiori informazioni:
Sito autrice: https://brennaaubrey.net/
Traduttrice: mirella.banfi@gmail.com