Sto cominciando a pensare che andare a letto con il mio coinquilino, il mio “fratello” della palestra, potrebbe essere un po’ gay…
Il fatto è che noi ragazzi comunichiamo a un livello fisico, primordiale. Una bella pacca sul sedere significa semplicemente “bella partita, fratello”. Un po’ di sana rissa all’antica significa solo che ci sentiamo a nostro agio l’uno con l’altro. Un po’ di sfogo notturno per alleviare lo stress? Sono solo ragazzi che fanno i ragazzi…
Giusto?
Se fossi gay, non riuscirei a smettere di pensare a che sapore hanno le sue labbra. Vorrei passare tutto il mio tempo con lui e mi mancherebbe quando non c’è. Troverei un po’ affascinanti le sue pessime doti culinarie.
Ma niente di tutto questo è vero… o quasi.
Siamo solo amici. Solo coinquilini. Solo un paio di ragazzi che fanno quello che fanno i ragazzi.
Certo che gli voglio bene come a un fratello, ma non mi sto innamorando del mio coinquilino, per quanto sia figo, divertente e muscoloso.
No, non succederà mai…
Nessun commento:
Posta un commento