Per tutta la vita, Ester ha chiamato amore anche ciò che la feriva.
A settantatré anni torna nella casa della sua infanzia, dove ogni stanza custodisce un ricordo: la perdita del padre, i silenzi imposti alle donne, gli uomini sbagliati e tre figli mai nati.
Tra le margherite del giardino e la vecchia gloriette che un tempo era il suo rifugio, Ester ripercorre le ferite che hanno segnato la sua esistenza. Per liberarsene dovrà finalmente spezzare il silenzio, perdonarsi e scegliere se stessa.
Le spine che ho chiamato amore è un romanzo intenso sulla maternità mancata, la rinascita femminile e il coraggio di trasformare il dolore in voce.





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