Tobia Davis, attore affermato nell'ambiente hollywoodiano, per raggiungere le vette del successo, ha sacrificato il suo spirito e commesso un errore che, dopo anni, ancora lo perseguita. È stressato, stanco, e vorrebbe mollare tutto per passare un po' di tempo con il suo migliore amico.
Jason Villa conosce l'attore sexy da tutta la vita. Non è mai stato ambizioso, e ha scelto una professione in cui si sente sicuro delle sue capacità: fare il massaggiatore. È gay dichiarato, un po' in sovrappeso e parecchio insicuro, il perfetto contrario di Tobia. Eppure l'amico è la sua certezza, è la roccia su cui ha sempre contato.
Quella roccia però sta per frantumarsi, e Jason sente la necessità di aiutarlo anche se non sa bene come fare...
Alcuni attacchi di panico porteranno Tobia a prendersi una pausa dal set e a optare per una vacanza rilassante in un posto da sogno. Ma con chi potrebbe andare con così poco preavviso? Ci vorrebbe qualcuno che conosce bene, che non lo tratti né da malato né con condiscendenza data la fama; qualcuno di cui si fidi... E Jason è la persona più adatta con cui partire.
Il viaggio è sconvolgente sotto ogni punto di vista: i due amici si scoprono come mai prima, e Tobia confessa tutti i segreti che nasconde da tempo.
E al ritorno? Come andranno avanti? Il loro legame è cambiato totalmente, e far finta di essere solo amici è doloroso e impossibile.
Forse reprimere i loro sentimenti è la soluzione giusta? Oppure possono sperare in un lieto fine?
“«Ma, da Malé, come arriveremo all’isola? Di sicuro mancherà un altro volo
ancora, giusto?»
Tobia sentì un sorriso sghembo affiorare sulle labbra e tacque un momento di troppo.
«Cos’è quel sorrisetto? Perché ridi?»
«C’è un altro piccolo volo.»
«Piccolo in che senso? Ma perché diavolo ridi? Cosa c’è di divertente? Toby, mi stai
prendendo per il culo?»
Dio, Jason era esilarante quando perdeva la pazienza. Gli erano mancati i loro
battibecchi, non erano più stati intimi per tanto tempo, ed essere di nuovo così vicini era
spietatamente gradevole. «Stai calmo Jay, ancora non sai di cosa si tratta e già ti stai
scaldando.»
«Me lo vuoi dire o no? Perché se è qualcosa da avventura nella giungla, io me ne
torno indietro.»
Scoppiò a ridere. «Ma quale giungla! Ti sembro uno con la passione per le tigri?» Si
batté una mano su una coscia. «Sei uno spasso…»
Jason era impassibile. «Parli, per favore?»
«Va bene,» attese un attimo ancora per aumentare la suspense. «Prenderemo un
idrovolante a Malé.»
«Un idro-che?»
«Un idrovolante.»
«Idrovolante, certo. E… sarebbe?»
«Credo che sia l’aereo più piccolo che esista, e decolla e atterra sull’acqua,» dichiarò,
soddisfatto di vedere lo sgomento sul viso di Jay. Si stava divertendo troppo, e stuzzicarlo
si stava rivelando un validissimo passatempo.
«È uno scherzo.»
«No, ma ti giuro, dovresti vedere la tua faccia! Hai delle chiazze rosse su tutto il viso,
sembra che tu stia per esplodere.»
Jason lo fissò in silenzio. «Un aereo che decolla e atterra sull’acqua… Ma sull’acqua
dove? Stiamo parlando di atolli…» Con un’espressione scettica aggiunse: «Mi stai
prendendo in giro. Beh, non ci sei riuscito, non so come ti sia venuta in mente questa cosa
dell’idrovolante ma ti riconosco l’inventiva…»
Gli afferrò un braccio. «Jay, guarda che è vero. Dobbiamo per forza prendere un
idrovolante da Malé, è il mezzo di trasporto più veloce per raggiungere l’isola.»
Jason lo scrutò valutando se gli stesse dicendo la verità o meno. Poi sbuffò
rassegnato. «Ma almeno atterrerà a riva?»
«Questo non lo so, lo vedremo a breve.»
«Comunque pensavo che questo, fosse un viaggio di lusso,» borbottò a bassa voce
Jay in direzione dell’oblò.
Lui fece una faccia offesa e spalancò la bocca a forma di O. Quando Jason si girò a
guardarlo, scoppiarono entrambi a ridere.”

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