Non potevo crederci, sprizzavo gioia da tutti i pori e Giorgio lo notò. Gli raccontai brevemente di quella chiacchierata.
«Questa è una notizia che merita un brindisi!» propose prendendo due calici di prosecco e porgendomene uno.
In quel momento suonò il mio smartphone. Il nome che apparve sul display mi trovò impreparata. Era l’ultima persona dalla quale mi sarei aspettata una telefonata quel giorno.
«Scusami, a questa chiamata devo rispondere.» Lanciai un'occhiata a Giorgio diventando improvvisamente seria e restituendogli il calice, per poi allontanarmi.
Lui rimase a dir poco stupito per il mio cambiamento d'umore; rimase immobile come una statua a osservarmi con i due calici in mano.
«Ciao Andrea, ti stavo mandando un messaggio stamattina, ma poi...» non mi lasciò finire la frase.
«È successo qualcosa a tua madre?» disse evidentemente preoccupato, senza neanche salutarmi.
«Oh, no, no... o meglio sì, ma qualcosa di bello. Oggi si è sposata.» Lo sentii rilasciare un lungo respiro, come avesse trattenuto l’aria nei polmoni in attesa di sentire la spiegazione di quel messaggio. Mi resi conto solo in quel momento che la frase, così com’era partita, dava adito a chissà quale interpretazione. «Volevo mandarti un nuovo messaggio ma non c'è stato il tempo per farlo» mi scusai.
«Mi hai fatto venire un colpo, pensavo a qualcosa di terribile ma è meglio così, sono molto felice per lei» rispose sollevato. «Tu piuttosto, come stai? È da un po' che non ti fai viva.»
«Sto bene, e lo so che è da un po’ che non ti chiamo, ma anche tu non ti sei molto disturbato a chiamarmi, mi pare. Sei ancora a New York?»
«No, sono rientrato a Milano per le vacanze estive. Sto qui ancora qualche giorno poi raggiungo mia madre a Follonica. Sto lì fino a fine luglio, quando arriverà anche papà, poi dovrei andare in Grecia con alcuni amici, ma non è ancora confermato.»
«Mi fa piacere. Hai un po’ di tempo? Vorrei dirti un po’ di cose» chiesi sperando che non volesse riattaccare subito.
«Ho tutto il tempo che vuoi. Avanti, racconta» disse.
Ero così piacevolmente sorpresa dalla sua telefonata che provai il desiderio di raccontargli di quella giornata, di aver conosciuto il dottor Milani e della sua proposta di lavoro, della mia collaborazione con l'emittente televisiva, di essermi iscritta all'università... Praticamente ero un fiume di parole inarrestabile, sentivo il bisogno di condividere con lui la mia gioia, come facevo un tempo.
Feci una pausa per ricordare mentalmente se avessi dimenticato qualcosa e, non sentendo dall'altro capo nessun commento, pensai fosse caduta la linea. Stavo per chiedergli se era ancora lì quando, finalmente, si decise a parlare.
«Bea, sei impegnata domani sera?» chiese prendendomi in contropiede.
«Perché vuoi saperlo?» domandai rimanendo sulla difensiva.
«Perché, se ti va, potremmo vederci.» Appena lo disse sentii un tuffo al cuore. La sua proposta mi sorprese, e non poco! Sentendo che non rispondevo, proseguì a spiegare. «Con alcuni amici abbiamo organizzato una serata per ritrovarci prima che ognuno parta per la sua méta vacanziera, niente di speciale, una grigliata, qualche birra e tante chiacchiere. Mi farebbe piacere ci fossi anche tu.»
Lì per lì avrei voluto rispondergli che ero impegnatissima, ma la voglia di vederlo prese il sopravvento.
«Sono libera. A che ora e dove ci vediamo?» Non serviva prendere appunti, non me ne sarei di certo dimenticata.
«Passo a prenderti verso le otto, okay?»
«Bene, lo sai dove abito o vuoi che ti mandi l'indirizzo?»
«Lo so il tuo indirizzo» rispose sorridendo. Strano, non era mai stato a casa mia. Ah, già, mi aveva inviato la conchiglia per posta. «A domani, allora» aggiunse.
Ci salutammo e tornai da Giorgio che mi aspettava immobile come lo avevo lasciato e visibilmente in ansia, ancora con i due calici in mano.
«Tutto bene? Chi era?» chiese preoccupato.
«Solo... un'amica, niente di importante.» Gli sorrisi per non farlo preoccupare ancora di più. «Allora, lo facciamo questo brindisi, sì o no?» proposi per evitare che mi facesse altre domande e anche perché c'erano molti buoni motivi per cui valeva le pena festeggiare.
Che giornata indimenticabile!

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