Intro
- Una voce tra le foglie d’autunno
«Devi
esprimere tre desideri.»
«Lo so! Cheppalle!».
Lo gridò a
tutti i venti possibili, stringendosi nel trench color fango, più
per timore di quello che stava accadendo (di nuovo!) che per
l’umidità dell’autunno appena iniziato. Un fruscio attirò la
sua attenzione verso i rami dei Bagolari e dei Noccioli del Parco
degli Scoiattoli. In alcuni punti le estremità si sfioravano come le
dita di due timidi innamorati. I rami oscillarono all’improvviso,
come se qualcuno li avesse percorsi in tutta la lunghezza.
Sicuramente uno dei codosi, come chiamava di solito gli scoiattoli.
Melody portò le mani ai lati della bocca. Congiunse le punte
delle dita poco sopra alla piccola e odiata gobba del naso,
richiamando così la forma di un megafono.
«Ehilà? Ci sei?!».
Fece una piroetta, mentre la bruma calava dall’alto, come un
sipario fastidioso. «Insomma, vuoi mettere fuori il muso?».
Scrutò
ogni dettaglio del parco, invaso da un silenzio innaturale. Sentì il
battito del cuore sincronizzarsi con il tic-tac dell’orologio da
polso.
Melody si guardò intorno, cercando di mettere a fuoco le
forme più vicine a lei e non ancora strette nella morsa della
nebbia.
«Ehi, bambina, voltati!».
Di nuovo, la voce
infantile, leggermente rauca, le rammentò la sua presenza.
Lei
fece come le era stato chiesto, tenendo sul volto la smorfia
indispettita.
«E che cavolo! Qui dove? E, soprattutto, bambina un
corno!».
Melody sistemò una ciocca ribelle dietro l’orecchio.
Avanzò mettendo da parte ogni paura, fino a quando uno sbuffo di
vento non la privò del berretto di lana.
«Ma porcaccia… pure
il vento ci si mette?».
Vide beccheggiare il copricapo e poi
ricadere su un cumulo di foglie morte. In quel punto la nebbia era
meno densa rispetto al resto del parco. Che strano!
Una
caduta nel vuoto, una capriola, un atterraggio sulle ginocchia. Al
tocco con il pavimento di marmo, i piedi infilati nelle sneakers
arancioni assunsero la forma di un paio di zampe caprine. Una sottile
peluria marrone si sostituì ai jeans che avevano avvolto le gambe
dal momento in cui era uscito sulla Terra. Sui fianchi ricadeva
ancora il bomber di tela verde che creava un curioso contrasto tra la
parte superiore umana e la parte inferiore animale.
«Djamila,
sono qui.»
Si chinò davanti a una donna circonfusa da una luce
dorata che si accedeva e spegneva come un lampione in esaurimento.
Illuminava a tratti i rilievi della pelle, simili a crepe su un
terreno secco. Djamila lo apostrofò, severa: «Arteris, possibile
che in tre mesi la ragazza non abbia espresso un solo desiderio?
L’inverno finirà presto, e se non porterai a termine il tuo
impegno, Melody non potrà trasformarsi e noi appassiremo come le
foglie in autunno».
Il piccolo chinò la testa: «Sono desolato,
ma la ragazza è una testona».
«Lo so, purtroppo. L’amnesia
l’ha destabilizzata.»
«Alcamo ha ottenuto quello che
voleva.»
«Purtroppo, è come dici.»
Arteris si strinse le
mani.
«Se solo quella sera fossi arrivato prima.»
«Non ce
l’avresti fatta. L’incanto di Alcamo era impossibile da
contrastare. Tu hai fatto il possibile.» La Dama si agitò.
«L’importante era salvare Melody. E ci sei riuscito benissimo.»
Nata negli anni Ottanta, cresciuta a libri, anime, film più o meno trash e musica New Wave, Metal e Hip-Hop, scrive da sempre - online dal 2007 - gestendo blog come lapennasognante.blogspot.com e scrivendo articoli di varia. Tra i suoi lavori: “Come sedurre le donne” (HOW2 Edizioni, 2014), “Chick Girl – Azalee per Veridiana” (Delos Digital, 2016). “Alice nel labirinto” (DAE, 2017), ha ricevuto il secondo premio ex-aequo all’interno del Trofeo Cittadella per il miglior romanzo fantasy 2019. Il romanzo ha ispirato il booktrailer musicale “I’m a prisoner” dei NovelToy, diretto dal regista Giulio Manicardi. Di recente ha pubblicato i racconti lunghi: “Laura nella stanza” (thriller, con e senza finale, 2019) e “Melody, la Vestale di Inventia” (urbanfantasy, 2020), mettendolo a disposizione per il download gratuito in occasione della quarantena.










Grazie di cuore per la segnalazione!
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