Respiro Readers
vi segnaliamo
l' uscita
del romanzo dell'autore italiano Alexandre Zappalà.
TITOLO: La ragazza della pen drive
AIUTORE: Alexandre Zappalà
CASA EDITRICE: Echos Edizioni
GENERE: Narrativa
PAGINE: 260
PREZZO CARTACEO: 14.00
DATA USCITA : 10 Novembre 2020
Scrivere un buon libro è come cucinare un buon piatto: il segreto sta nell'esatto dosaggio degli ingredienti. Un elemento non deve prevaricare sugli altri, ma tutti devono comporre un quadro equilibrato e armonico. La ragazza della pen drive è un perfetto esempio di recupero delle regole classiche della narrazione sapientemente rinnovate dall'interno: cinque personaggi apparentemente scollegati tra di loro, dispersi per le due più grandi metropoli francesi. Due avvocati, Alain e Maxime, l'uno agli inizi della carriera, l’altro tra i più affermati di Francia. Guillaume, fotoreporter idealista e sognatore. Michelle, ingenua ragazza alle prese con l’adolescenza. Dubet, anziano solitario dal passato ingombrante. Ad unire le loro vite sarà la pen drive dimenticata da una ragazza che viaggia ogni mattina su un treno della capitale. Guillaume, ritrovandola casualmente, non resisterà a visionarne il contenuto, mettendo in moto una serie di eventi dall’epilogo impensabile. Questa storia non appartiene a nessun genere e, nel contempo, li comprende tutti, delineando fin nei minimi dettagli quell'affresco di desideri, verità e menzogne che è la vita quotidiana di ciascuno di noi.



Alain
Parigi, 38 Boulevard Saint Denis, secondo piano, 16 maggio 2018
Alain Robbier era fermo davanti al portone d’ingresso dello studio legale Burk Leuvelin & Associati, uno dei più prestigiosi della
capitale. Doveva solo suonare il campanello ed avrebbe finalmente
conosciuto i dettagli della famosa offerta di lavoro.
Ventisei anni, una media altissima all’università, laurea con il
massimo dei voti e, soprattutto, superamento dell’esame di avvocato
al primo tentativo.
Tutto questo gli aveva consentito di essere contattato dallo studio,
a distanza di soli nove giorni dall’abilitazione forense.
Fermo sul pianerottolo, stava lasciando correre la mente ai giorni che sarebbero venuti. Si vedeva trionfare nelle aule di tribunale,
riscuotere gli elogi dei colleghi ed occuparsi di importanti casi giudiziari.
Era totalmente assorto in questo radioso futuro da Perry Mason
quando, dietro di lui, una voce lo riportò alla realtà.
- Buongiorno, mi scusi, potrebbe suonarmi il campanello per favore? -.
Girandosi si trovò di fronte una ragazza sulla trentina, di media
statura, capelli biondi, fisico asciutto. Il suo tailleur blu scuro recava in alto a destra l’inconfondibile sigla “BL&A.ti”, ossia Burk
Leuvelin & Associati. Aveva le mani occupate da un’enorme pila di
fascicoli che, evidentemente, attimo dopo attimo si stava facendo
sempre più pesante.
- Scusi, le spiace suonarmi il campanello? - ripeté lievemente infastidita.
- Si, sì certo, mi perdoni -.
Alain si affrettò a premerlo e, pochi istanti dopo udì una specie di
ronzio, tipico della porte con apertura elettrica a distanza.
Alexandre Zappalà
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Fece passare per prima la ragazza, quindi, varcò a propria volta la
soglia, catapultandosi così nella realtà dello studio. Sembrava di essere in metropolitana nell’ora di punta. Due segretarie sedute alla reception parlavano al telefono, prendendo appuntamenti e smistando
le chiamate. Altre tre ragazze facevano avanti e indietro trasportando
pratiche, fascicoli e vassoi con tazzine di caffè. Non era azzardato
ipotizzare che i ritmi di lavoro fossero, a dir poco, frenetici.
Alain era concentrato ad osservare quanto avveniva, quando una
voce femminile gli chiese:
- Buongiorno. Posso esserle utile in qualche modo? -.
A parlare era stata una ragazza sorridente ed anche molto carina.
- Buongiorno. Sì. In effetti, sono l’avvocato Robbier ed avrei un
appuntamento con il Professor Maxime Leuvelin -.
- La stavamo aspettando. Prego avvocato, mi segua -.
Sentirsi chiamare così gli faceva uno strano effetto. Non si era
ancora abituato. Continuava a sentirsi il solito Alain, un ragazzo cresciuto in una media famiglia borghese di Parigi, con una vita normalissima. Ma agli occhi del mondo, oramai, era un avvocato, un
professionista del diritto. In cuor suo si chiedeva se davvero lo sarebbe mai diventato. Il suo percorso scolastico era sempre stato ottimo
ma, di fondo, aveva sempre convissuto con una vena onnipresente
di insicurezza.
Venne fatto accomodare in quello che doveva essere il salone di
rappresentanza. La stanza era a dir poco enorme. Alain non era bravo con la geometria ma, ipotizzava misurasse più di cento, o forse
anche centocinquanta, metri quadrati. In ogni caso, indubbiamente
più grande di tutta casa sua. La stanza aveva un pavimento in parquet
rossiccio, ospitava un enorme tavolo al centro e su due pareti offriva
eleganti librerie strapiene, ma ordinate, di grossi volumi giudici. Su
un altro lato, invece, c’erano quattro grandi finestre. Avvicinandosi,
notò che affacciavano su un elegante cortile interno dove era in funzione una fontana raffigurante Themis, secondo la mitologia greca,
la dea della giustizia. L’arredamento dava l’idea di essere di costoso
antiquariato e sulle pareti non mancavano riproduzioni di quadri di
Gauguin e di Monet. Infine due colonne doriche completavano il
signorile aspetto della sala.
Era in piedi a contemplare la maestosità del salone quando, improvvisamente, la porta si aprì.
Alexandre Zappalà nasce a Roma nel 1977, da madre francese e padre italiano. Dopo gli studi in giurisprudenza ed una breve esperienza come avvocato in uno studio legale della capitale, si trasferisce per lavoro vicino a Milano, dove tuttora risiede. Affascinato dai libri sin da bambino, dopo essersi dedicato alla composizione di alcuni testi per canzoni di musica leggera, ha esordito nel mondo letterario nel 2016 con il romanzo “L’ultimo fiore che ho in me”.
La ragazza della pen drive è il suo secondo romanzo.
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