Diego non è un tipo da traguardi convenzionali, non cerca certezze, tantomeno relazioni stabili. Vicino ai quarant'anni, vive insieme alla gatta Mercedes in una mansarda vista laguna a Venezia e colleziona avventure senza troppi pensieri. La sua grande passione da sempre sono i libri e le parole, e ne ha anche fatto una professione: lavora come editor in una casa editrice. Per questo quando un giorno, mentre sta facendo la spesa al supermercato, trova per terra un'agenda, non può che rimanere colpito da ciò che vi è scritto. L'agenda appartiene a una certa Giulia Moro, che vi ha appuntato una singolare to do list, una lista di cose da fare che a un certo punto si interrompe misteriosamente. Incuriosito, Diego si mette sulle tracce di Giulia, pittrice di talento ma tormentata da un dolore che le impedisce di utilizzare il rosso - il colore del sangue, del fuoco, del cuore - nei suoi quadri. Diego si fa trovare, apparentemente per caso, nei luoghi indicati nell'agenda di Giulia: quando i due si parlano per la prima volta, tra loro scatta un'immediata attrazione. Ma Diego pensa di essere troppo inaffidabile per riuscire ad amare, e per Giulia l'amore non rientra affatto nella sua to do list...
Con una scrittura delicata e sapiente, Lorenza Stroppa, qui al suo esordio con Mondadori, attraverso le voci alternate dei due personaggi ci conduce nei vicoli e nelle strade fatte d'acqua di una Venezia intrigante e luminosa, lontanissima dai cliché turistici, e delinea una mappa non solo geografica ma sentimentale: riusciranno parole e colori a trovare il linguaggio dell'amore?
La storia di Giulia e Diego si intreccia tra le calle di una bellissima Venezia. Lei è una pittrice, appassionata della sua arte, e sebbene conduca la sua esistenza in modo apparentemente normale, vive in uno stato di perenne malinconia a causa di un grande dolore : "Anche se fuori sembra tutto a posto, riparato, in realtà le crepe restano dentro, invisibili, sono come delle cicatrici mai del tutto rimarginate che, al minimo tremolio, minacciano di rompersi".
Diego lavora come editor, è un uomo che non riesce a mettere radici come vorrebbe la sua famiglia, rifiuta di legarsi ad una donna e avere responsabilità. Sarà solo l'incontro con Giulia, o per meglio dire il ritrovamento della sua agenda, che stravolgerà tutte le sue certezze.
I due personaggi si alternano nelle pagine mettendo in risalto le loro più intime emozioni. Sembra quasi di entrare a far parte di un quadro dipinto alternativamente con colori vivaci o tetri, descritto sempre con dovizia di particolari.
L'empatia che si crea è tangibile: tutti i protagonisti della storia hanno un peso e un obiettivo, instaurando con il lettore un rapporto intimo.
Il tono è sempre delicato e molto espressivo, portando a ridere o piangere all'occorrenza. Non mancano le occasioni di riflessione, come quella che porta a constatare che che spesso è la tristezza che permette la creazione di grandi opere: "Fino a poco tempo fa uscivo di casa con due gocce di profumo e un pizzico di tristezza che mi aiutava a catturare dei particolari, a riflettere sulle cose in modo diverso, utile per la mia arte".
Il tutto è condito con la geniale idea di Giulia di abbinare un colore ad ogni persona, indice di un animo sensibile della scrittrice.
Ho gradito anche la spiegazione etimologica di alcune parole, mai in modo pedante, ma utile all'accoglienza gentile di termini poco usati.
Mi è piaciuto molto questo romanzo, non per via della storia d'amore, piuttosto perchè è un saggio sui sentimenti, sull'amicizia, sull'accettazione del dolore; dove i personaggi evolvono in modo graduale permettendo di toccare o annusare ogni scenario; dove ogni azione non è mai scontata ma dosata perfettamente anche con attimi di suspense.
Consiglio vivamente la lettura di questo romanzo psicologico che, con un finale aperto, consente al lettore di immaginare la continuazione.








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