Elettra è una ragazza di 28 anni che lavora in un’agenzia di comunicazione. Una delle tante persone che hanno dei sogni segreti nascosti dietro una vita apparentemente grigia e insignificante. E lei stessa è una persona che cerca di non apparire. Il libro inizia con un pezzo del libro che sta scrivendo, “La storia di Elena” ispirato al suo rapporto clandestino con il capo sposato Stefano.
Il suo contratto sta per scadere, il 21 giugno. Il solstizio d’estate, la giornata della Luce. Ed Elettra (un nome splendidamente evocativo, ne sentiamo vibrare l’elettricità!) sta per liberarsi.
Alcuni giorni prima però accade l’imponderabile. Elettra è incaricata di tenere un colloquio di lavoro con Luca Ruben, autore del libro “La tavola periodica”, un altro che sogna di vivere di scrittura.
Noi non siamo che gli altri, affermava nel suo libro “Elogio della Fuga” l’intellettuale irregolare francese Henry Laborit, ispiratore del film “Mon oncle d’Amérique” di Alain Resnais. Ogni incontro ci trasforma.
Come Carl Gustav Jung paragonava l’incontro fra due persone a quello fra due sostanze chimiche.
L’incontro fra Elettra e Luca è “elettrico” sul serio, la ragazza viene positivamente sconvolta dall’incontro con il vero amore, ben diverso dalla storia con Stefano, quasi uno stereotipo, il capo sposato con l’impiegata. Sicuramente Jung aveva ragione: l’incontro fra due persone è una reazione chimica, almeno per me è così. Lo è stato nei miei rarissimi colpi di fulmine come lo è con le persone che trovo “chimicamente” repellenti.
Elettra ha un alter ego letterario principale, Muna, e altri, a seconda del tipo di storia che scrive. Elettra e Luca sono l’uno l’ombra proiettata dell’altro, sempre per parlare in termini junghiani.
Può funzionare l’amore fra due persone così simili? E Luca ha rivelato tutto di sé a Elettra o ha altre relazioni??
Vorresti essere me è ambientato in Umbria, la terra natale dell’autrice. Ma a parte vaghi riferimenti a città e paesi, il libro si svolge tutto in interni.
Nell’interno fisico dell’ufficio popolato da personaggi dai nomi stravaganti come Brenno ed Elettra.
E nell’interno della mente dei personaggi. Ogni capitolo è introdotto dalla descrizione disegnata di un elemento chimico, ispirato alla tavola degli elementi, una trovata molto interessante anche dal punto di vista grafico.
Vorresti essere me? è un libro singolare. L’amore è al centro delle vicende che si dipanano nel testo, ma non può essere definito solo un romance. È in qualche modo un romanzo psicologico, nel quale Arianna va a scavare in profondità nell’interiorità dei due personaggi.
È un romanzo su una società infelice, nelle quali le persone sono strette, oggi più che mai, in una gabbia d’acciaio, come diceva il filosofo Max Weber.
Forse solo l’amore vero, quello irrazionale e senza limiti, ci può salvare. Non certo un amore tossico come quello di Stefano. O forse solo la libertà e la facoltà di poter dire a qualcun altro “vorresti essere me”.
Il libro di Arianna Ciancaleoni è letteratura tout court non riducibile a un genere. Meravigliosa anche l’immagine e la grafica di copertina, con quella ragazza ombrosa che ci scruta con sguardo obliquo come a chiederci: vorresti essere me?









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