Respiro Readers
vi segnaliamo un romanzo fantasy
dell'autore italiano Mirko Hilbrat.
TITOLO: La rosa dei venti , le gocce di Lazhull
AUTORE: Mirko Hilbrat
CASA EDITRICE: YouCanPrint
GENERE: Fantasy
PAGINE: 550
DATA USCITA: 10 Settembre 2018
La Legione dell’Ovest si muove alla continua ricerca delle Gocce di Lazhull, lasciando dietro di sé una sanguinosa scia di morte. Kruna, il Regno della Notte Eterna, viene assediato con l’intento di recuperare una delle magiche pietre. Intanto nel Reame d’Ametista si svolge il Cerberus, un triennale evento atto a celebrare l’alleanza dei regni più importanti delle terre del Grimorio: Alexandria, Nazela e Reghanor. Rion viene scelto come candidato per l’imminente sfida e, mentre resta coinvolto nel vortice degli eventi che lo circonda, nel cuore del ragazzo s’insinuano una dopo l’altra innumerevoli domande prive di risposta: Chi era prima di arrivare ad Alexandria? Chi tentò di ucciderlo lasciandogli un’indelebile cicatrice sulla schiena? Chi è la misteriosa figura in nero che incontra nei suoi sogni? L’intricato mosaico che compone La Rosa dei Venti si plasma in un antico e misterioso passato, attraverso lo Stigma di un mondo, Zaurel, e di tutti coloro che vi sono legati.
Il reggimento di Xelefen risalì
compatto la scalinata sparendo dietro i cancelli di pietra che si richiudevano
alle loro spalle. Mentre l’ultima guardia muoveva con forza il battente del
cancello vide l’esercito dell’Ovest abbattersi con violenza contro il loro
generale.
Berill iniziò la sua insana battaglia contro più di trenta guerrieri parando con il
bracciale dell’armatura il primo colpo di spada che gli era stato inferto.
Fu in quel momento che la mano destra estrasse
Razahell, l’arco incantato che portava legato dietro la schiena. Lo stesso arco
che aveva ricevuto come ricompensa nella sua rinomata vittoria al Cerberus.
Lo stesso arco che aveva salvato la vita di
Rion. Adesso però, Berill impugnava Razahell con entrambe le mani, e lo
utilizzava come una falce colpendo i nemici con la lama affilata che l’arco
vantava sulla superficie anteriore.
Il colpo dell’elfo arrivò lesto, tracciando una
profonda ferita sulla spalla dell’orco che stava cercando di trafiggerlo.
«Uno» disse Berill nel momento dell’impatto.
Un crescente conteggio, pronunciato a ogni
fendente, decretava uno alla volta i nemici segnati dal taglio della sua lama.
«Due»
«Tre»
«Quattro»
L’elfo sembrava danzare leggero schivando
agilmente tutti gli attacchi portati dal numeroso plotone di avversari. Ogni
colpo inferto dalla lama dell’arco lasciava un segno molto profondo sul corpo
della vittima.
Berill non sembrava voler colpire per uccidere.
«Che
cosa state facendo, dannati cani?! È uno
soltanto! È un elfo, uccidetelo dannazione!»
Parole cariche di rabbia quelle ruggite dagli
umani al comando delle fila di mostri. Era vero, il loro avversario era uno
soltanto, mentre loro vantavano quasi quaranta soldati, eppure non riuscivano a
colpirlo neppure in quei rari casi in cui venivano scagliati i loro violenti
incantesimi. Berill sapeva usare la magia e, soprattutto, sapeva difendersi da
essa.
«Cinque»
«Sei»
«Sette»
«Otto»
«Nove»
Gli attacchi continuavano incessanti. L’elfo
sfrecciava da un nemico all’altro tracciando su di essi una ferita indelebile,
passando poi al soldato successivo, mirando con precisione alle creature non
ancora marchiate dalla sua lama incantata.
«Dieci»
«Undici»
«Dodici»
«Tredici»
Addome, braccia, collo, volto. Ogni punto del
corpo andava bene, l’importante era colpire lasciando quell’indelebile ferita
rosso viva.
«Quattordici»
«Quindici»
Una mano guantata gli afferrò il collo. Il
gesto dell’elfo fu veloce a tranciarla di netto, salendo poi con un secondo
rapido fendente verticale sulla spalla dell’aggressore.
«Sedici»
«Diciassette»
«Diciotto»
«Diciannove»
Il vorticoso aumentare dei nemici feriti era
incessante. Berill si muoveva con eleganza e velocità, nessuna delle creature
della Legione riusciva a infliggergli il benché minimo danno, mentre l’elfo dai
capelli neri sembrava gestire l’intera battaglia senza il minimo sforzo.
«Venti»
«Ventuno»
«Ventidue»
Un calcio colpì il petto di un goblin
scaraventandolo contro una parete, la lama di Razahell lanciata come un’elica
gli fu addosso ancor prima che questo arrivasse a schiantarsi contro il muro,
ferendolo su una coscia. La mano di Berill afferrò veloce la sua arma, pronta a
lacerare la nuova vittima a lui vicina.
«Ventitré»
«Ventiquattro»
«Venticinque»
«Ventisei»
Una freccia scoccata dall’arco di un troll gli
sfiorò lo zigomo, prima di conficcarsi nell’occhio del guerriero che attentava
alle sue spalle. La punta di Razahell colpì il ventre del soldato ferito per
poi scivolare ad amputare le braccia del troll.
«Ventisette»
«Ventotto»
«Ventinove»
La battaglia era frenetica. L’intero reggimento
di creature dell’Ovest era totalmente inerme di fronte alla superiorità del
Cristallo. Persino gli attacchi combinati di magia e armi da fuoco non avevano
successo. Il generale d’Ametista sembrava invincibile, soprattutto dal momento
in cui, a ogni attacco, aveva iniziato ad aggiungere potenti incantesimi atti a
inibire le proprie vittime.
«Trenta»
«Trentuno»
«Trentadue»
«Trentatré»
Nulla lo fermava. L’arco stretto nelle mani di
Berill sembrava muoversi di vita propria scivolando da un’impugnatura all’altra,
mutando costantemente le traiettorie dei colpi vibrati.
«Trentaquattro»
«Trentacinque»
«Trentasei»
Fu dopo aver nominato l’ultimo bersaglio,
provocando una lunga diagonale rossa sulla schiena dell’ennesimo orco non
ancora marchiato, che il Cristallo dell’Ametista cambiò il suo modo di agire.
«Trentasette» sussurrò, come se nessuno
tranne lui dovesse conoscere la cifra pronunciata.
Lo stivale calciò il volto di un gigantesco
ogre pressando con forza sul viso, per poi spingere verso l’alto a spiccare il
balzo.
Berill salì verso il cielo dando la schiena
alla moltitudine di avversari feriti e sanguinanti che lo guardavano
volteggiare nel vuoto, come la maestosa aquila che l’effige della sua armatura
raffigurava.
Impugnò Razahell con la mano sinistra nel
centro, come si fa con un arco vero e proprio, e con la mano destra tese un
invisibile filo, caricando un dardo luminoso verso il cielo.
«Omega
Dissentium XXX VII» bisbigliò.
Il dardo iniziò a brillare in maniera sempre più
intensa, come fosse entrato in risonanza con l’incanto appena evocato.
Un troll della Legione tentò di puntare una
freccia contro il Cristallo, notando qualcosa d’insolito sull’avambraccio che
Berill aveva ferito poco prima.
Una runa elfica era comparsa laddove sgorgava
il sangue dalla ferita.
In un attimo ogni soldato dell’Ovest vide la
stessa runa comparire sul proprio corpo, nel punto in cui la lama dell’arco era
giunta a trafiggerli.
Berill scoccò il dardo verso il cielo, che
sembrò scomparire fino a dividersi in tanti fasci luminosi. Erano trentasette, esattamente come i bersagli che Berill aveva marchiato per loro.
Quando i dardi raggiunsero le vittime
designate, colpendo con precisione assoluta e innaturale ogni singola runa
segnata sui loro corpi, l’impatto fu devastante. In un batter d’occhio tutto il
plotone di creature dell’Ovest finì investito dall’esplosione magica scaturita
dalla pioggia di frecce. Le fiamme divamparono ovunque, avvolgendo l’intero
mercato in un rogo ardente.
Berill atterrò in ginocchio al centro della
scalinata che conduceva verso il Rione Superiore da cui era giunto.
Nato a Roma il 18/10/1981, ha frequentato l'Istituto d'Arte diplomandosi nel ramo di Grafica Pubblicitaria. Nel 2002 ha iniziato a lavorare in un supermercato e ancora oggi è il suo lavoro principale. Questo non gli impedisce però di dedicarsi alle sue passioni, che sono legate al mondo dei fumetti, dei videogiochi, degli anime e tutto quello che racconta una storia, non per ultima la lettura. Fin da bambino ha avuto una naturale propensione alla scrittura, amava scrivere e quando doveva fare un tema a scuola era felicissimo, era quindi naturale che tutte quelle passioni convergessero in un suo racconto, scritto e, grazie a Youcanprint, pubblicato. Il romanzo, La Rosa dei Venti, è un Fantasy per molti tratti di stampo classico (per la presenza di elfi, draghi, magia e cavalieri) ma per tutto il resto è qualcosa che prende ispirazione appunto dal mondo sopra citato, quello dei fumetti, e in particolar modo dei videogiochi e degli anime.







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