martedì 23 ottobre 2018

Segnalazione Romanzo - LA ROSA DEI VENTI, LE GOCCE DI LAZHULL di Mirko Hilbrat









Respiro Readers

vi segnaliamo un romanzo fantasy

dell'autore italiano Mirko Hilbrat.










TITOLO: La rosa dei venti , le gocce di Lazhull

AUTORE: Mirko Hilbrat

CASA EDITRICE: YouCanPrint

GENERE: Fantasy

PAGINE: 550

DATA USCITA: 10 Settembre 2018







La Legione dell’Ovest si muove alla continua ricerca delle Gocce di Lazhull, lasciando dietro di sé una sanguinosa scia di morte. Kruna, il Regno della Notte Eterna, viene assediato con l’intento di recuperare una delle magiche pietre. Intanto nel Reame d’Ametista si svolge il Cerberus, un triennale evento atto a celebrare l’alleanza dei regni più importanti delle terre del Grimorio: Alexandria, Nazela e Reghanor. Rion viene scelto come candidato per l’imminente sfida e, mentre resta coinvolto nel vortice degli eventi che lo circonda, nel cuore del ragazzo s’insinuano una dopo l’altra innumerevoli domande prive di risposta: Chi era prima di arrivare ad Alexandria? Chi tentò di ucciderlo lasciandogli un’indelebile cicatrice sulla schiena? Chi è la misteriosa figura in nero che incontra nei suoi sogni? L’intricato mosaico che compone La Rosa dei Venti si plasma in un antico e misterioso passato, attraverso lo Stigma di un mondo, Zaurel, e di tutti coloro che vi sono legati.









Il reggimento di Xelefen risalì compatto la scalinata sparendo dietro i cancelli di pietra che si richiudevano alle loro spalle. Mentre l’ultima guardia muoveva con forza il battente del cancello vide l’esercito dell’Ovest abbattersi con violenza contro il loro generale.
Berill iniziò la sua insana battaglia contro più di trenta guerrieri parando con il bracciale dell’armatura il primo colpo di spada che gli era stato inferto.
Fu in quel momento che la mano destra estrasse Razahell, l’arco incantato che portava legato dietro la schiena. Lo stesso arco che aveva ricevuto come ricompensa nella sua rinomata vittoria al Cerberus.
Lo stesso arco che aveva salvato la vita di Rion. Adesso però, Berill impugnava Razahell con entrambe le mani, e lo utilizzava come una falce colpendo i nemici con la lama affilata che l’arco vantava sulla superficie anteriore.
Il colpo dell’elfo arrivò lesto, tracciando una profonda ferita sulla spalla dell’orco che stava cercando di trafiggerlo.
  «Uno» disse Berill nel momento dell’impatto.
Un crescente conteggio, pronunciato a ogni fendente, decretava uno alla volta i nemici segnati dal taglio della sua lama.
  «Due»
  «Tre»
  «Quattro»
L’elfo sembrava danzare leggero schivando agilmente tutti gli attacchi portati dal numeroso plotone di avversari. Ogni colpo inferto dalla lama dell’arco lasciava un segno molto profondo sul corpo della vittima.
Berill non sembrava voler colpire per uccidere.
  «Che cosa state facendo, dannati cani?! È uno soltanto! È un elfo, uccidetelo dannazione!»
Parole cariche di rabbia quelle ruggite dagli umani al comando delle fila di mostri. Era vero, il loro avversario era uno soltanto, mentre loro vantavano quasi quaranta soldati, eppure non riuscivano a colpirlo neppure in quei rari casi in cui venivano scagliati i loro violenti incantesimi. Berill sapeva usare la magia e, soprattutto, sapeva difendersi da essa.
  «Cinque»
  «Sei»
  «Sette»
  «Otto»
  «Nove»
Gli attacchi continuavano incessanti. L’elfo sfrecciava da un nemico all’altro tracciando su di essi una ferita indelebile, passando poi al soldato successivo, mirando con precisione alle creature non ancora marchiate dalla sua lama incantata.
  «Dieci»
  «Undici»
  «Dodici»
  «Tredici»
Addome, braccia, collo, volto. Ogni punto del corpo andava bene, l’importante era colpire lasciando quell’indelebile ferita rosso viva.
  «Quattordici»
  «Quindici»
Una mano guantata gli afferrò il collo. Il gesto dell’elfo fu veloce a tranciarla di netto, salendo poi con un secondo rapido fendente verticale sulla spalla dell’aggressore.
   «Sedici»
  «Diciassette»
  «Diciotto»
  «Diciannove»
Il vorticoso aumentare dei nemici feriti era incessante. Berill si muoveva con eleganza e velocità, nessuna delle creature della Legione riusciva a infliggergli il benché minimo danno, mentre l’elfo dai capelli neri sembrava gestire l’intera battaglia senza il minimo sforzo.
  «Venti»
  «Ventuno»
  «Ventidue»
Un calcio colpì il petto di un goblin scaraventandolo contro una parete, la lama di Razahell lanciata come un’elica gli fu addosso ancor prima che questo arrivasse a schiantarsi contro il muro, ferendolo su una coscia. La mano di Berill afferrò veloce la sua arma, pronta a lacerare la nuova vittima a lui vicina.
  «Ventitré»
  «Ventiquattro»
  «Venticinque»
  «Ventisei»
Una freccia scoccata dall’arco di un troll gli sfiorò lo zigomo, prima di conficcarsi nell’occhio del guerriero che attentava alle sue spalle. La punta di Razahell colpì il ventre del soldato ferito per poi scivolare ad amputare le braccia del troll.
«Ventisette»
«Ventotto»
«Ventinove»
La battaglia era frenetica. L’intero reggimento di creature dell’Ovest era totalmente inerme di fronte alla superiorità del Cristallo. Persino gli attacchi combinati di magia e armi da fuoco non avevano successo. Il generale d’Ametista sembrava invincibile, soprattutto dal momento in cui, a ogni attacco, aveva iniziato ad aggiungere potenti incantesimi atti a inibire le proprie vittime.
  «Trenta»
  «Trentuno»
  «Trentadue»
  «Trentatré»
Nulla lo fermava. L’arco stretto nelle mani di Berill sembrava muoversi di vita propria scivolando da un’impugnatura all’altra, mutando costantemente le traiettorie dei colpi vibrati.
  «Trentaquattro»
  «Trentacinque»
  «Trentasei»
Fu dopo aver nominato l’ultimo bersaglio, provocando una lunga diagonale rossa sulla schiena dell’ennesimo orco non ancora marchiato, che il Cristallo dell’Ametista cambiò il suo modo di agire.
  «Trentasette» sussurrò, come se nessuno tranne lui dovesse conoscere la cifra pronunciata.
Lo stivale calciò il volto di un gigantesco ogre pressando con forza sul viso, per poi spingere verso l’alto a spiccare il balzo.
Berill salì verso il cielo dando la schiena alla moltitudine di avversari feriti e sanguinanti che lo guardavano volteggiare nel vuoto, come la maestosa aquila che l’effige della sua armatura raffigurava.
Impugnò Razahell con la mano sinistra nel centro, come si fa con un arco vero e proprio, e con la mano destra tese un invisibile filo, caricando un dardo luminoso verso il cielo.
  «Omega Dissentium XXX VII»  bisbigliò.
Il dardo iniziò a brillare in maniera sempre più intensa, come fosse entrato in risonanza con l’incanto appena evocato.
Un troll della Legione tentò di puntare una freccia contro il Cristallo, notando qualcosa d’insolito sull’avambraccio che Berill aveva ferito poco prima.
Una runa elfica era comparsa laddove sgorgava il sangue dalla ferita.
In un attimo ogni soldato dell’Ovest vide la stessa runa comparire sul proprio corpo, nel punto in cui la lama dell’arco era giunta a trafiggerli.
Berill scoccò il dardo verso il cielo, che sembrò scomparire fino a dividersi in tanti fasci luminosi. Erano trentasette, esattamente come i bersagli che Berill aveva marchiato per loro.
Quando i dardi raggiunsero le vittime designate, colpendo con precisione assoluta e innaturale ogni singola runa segnata sui loro corpi, l’impatto fu devastante. In un batter d’occhio tutto il plotone di creature dell’Ovest finì investito dall’esplosione magica scaturita dalla pioggia di frecce. Le fiamme divamparono ovunque, avvolgendo l’intero mercato in un rogo ardente.
Berill atterrò in ginocchio al centro della scalinata che conduceva verso il Rione Superiore da cui era giunto. 







Nato a Roma il 18/10/1981, ha frequentato l'Istituto d'Arte diplomandosi nel ramo di Grafica Pubblicitaria. Nel 2002 ha iniziato a lavorare in un supermercato e ancora oggi è il suo lavoro principale. Questo non gli impedisce però di dedicarsi alle sue passioni, che sono legate al mondo dei fumetti, dei videogiochi, degli anime e tutto quello che racconta una storia, non per ultima la lettura. Fin da bambino ha avuto una naturale propensione alla scrittura, amava scrivere e quando doveva fare un tema a scuola era felicissimo, era quindi naturale che tutte quelle passioni convergessero in un suo racconto, scritto e, grazie a Youcanprint, pubblicato. Il romanzo, La Rosa dei Venti, è un Fantasy per molti tratti di stampo classico (per la presenza di elfi, draghi, magia e cavalieri) ma per tutto il resto è qualcosa che prende ispirazione appunto dal mondo sopra citato, quello dei fumetti, e in particolar modo dei videogiochi e degli anime.





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