Respiro Readers
vi segnalo un thriller
di un autore italiano emergente.
TITOLO: Reborn
AUTORE: Dan Ruben
CASA EDITRICE: Self Publihing
Michael, un uomo dal passato di
violenza e morte, ha commesso molti errori nella sua vita...
Ma, proprio quando pensa di non poter
cambiare e di non avere più speranze, la vita gli regala un'altra
possibilità per poter essere felice, per poter rimediare ai propri
errori....
La possibilità di RINASCERE, grazie
all'amore di una donna, ma per farlo dovrà prima tornare a
combattere i propri demoni costretto a ritornare a muoversi in un
mondo di complotti e omicidi." L'intuizione di un possibile
attentato ai danni dal Papa lo riporterà nel suo passato fatto di
intrighi e violenza, dove solo la speranza di ritornare da lei gli
darà la forza di combattere ancora e finalmente RINASCERE.
Leggermente in alto sulla
collina, l’uomo che stava trasformando una vecchia cascina
abbandonata nella sua casa si stiracchiò vicino al piccolo falò che
aveva acceso poche ore prima. Se era riuscito a dormire fra rocce e
cumoli di neve poteva tranquillamente farlo anche sull’erba soffice
e il terriccio. Era felice, era riuscito a fare due ore di sonno
senza incubi, prima che questi arrivassero a svegliarlo di
soprassalto. Appena sveglio guardò il sole che stava sorgendo dietro
una collina e, ansimante e sudato, si girò verso il mare, il suono
delle onde che si infrangevano sulla piccola spiaggia sottostante lo
fece ritornare ben presto tranquillo. Quando aveva acquistato quella
cascina e il terreno che la circondava lo aveva fatto anche per
quello, per quella sensazione di pace che si respirava in quel posto
isolato e lontano dalla confusione e dai rumori della civiltà. Era
quello di cui aveva bisogno, pace, soprattutto ne aveva bisogno la
sua anima. Mise la sua gavetta sulle braci rosse del falò nel
tentativo di prepararsi un thè e ritornò a guardare lo splendido
panorama mattutino dal mare. Si voltò leggermente di lato a guardare
la cascina che sarebbe diventata la sua casa. Aveva fatto un buon
lavoro, mancavano solo un centinaio di tegole per sistemare l’esterno
in modo da poter dormire con un tetto sulla testa, il resto lo
avrebbe fatto poco alla volta. La gavetta sfrigolò sulle braci
ardenti e lui prese la tazza e la bustina di thè. Era andato
all’emporio in paese qualche giorno prima per comprare qualche
provvista e qualche attrezzo da lavoro scatenando la curiosità dei
pochi paesani che lo incontravano. Aveva risposto a tutti con un
saluto e un sorriso e sulla strada del ritorno si era fermato alla
piccola chiesa del paese. Nella quiete scura delle antiche pietre con
cui era costruita si era seduto a pregare. Aveva chiesto perdono a
Dio per tutti gli uomini che aveva ucciso e aveva pregato per le loro
anime. Poi aveva recitato un eterno riposo per tutti i commilitoni
che erano caduti al suo fianco, ma soprattutto, fissando la croce che
scendeva dal soffitto sopra l’altare, aveva chiesto perché lui
fosse ancora lì? Perché non era caduto insieme ai suoi uomini? Cosa
voleva ancora Dio da lui? Aveva atteso per qualche minuto invano,
continuando a guardare quella croce, una risposta che non era
arrivata, prima di uscire dalla piccola chiesa e avviarsi alla sua
cascina. Doveva ristrutturare una casa, ma soprattutto doveva
ricostruire la sua vita.




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