Un uomo viene trovato ucciso, con la testa in un sacchetto di plastica. Un regolamento di conti di stampo mafioso? Un ragazzo viene trovato chiuso nel suo garage, seduto in macchina e con in bocca una cannetta collegata al tubo del gas di scarico. Sembra il classico tentativo di suicidio. Una giovane si strozza facendo colazione, perché il cibo le è andato di traverso. Si tratta sul serio di un terribile incidente? Una ragazza, esperta nuotatrice, viene trovata senza vita nell'acqua della piscina di casa sua. Sarà stata colpa di un malore inaspettato? Dell'abuso di sostanze dopanti? Spetta all'ispettore capo Ivan Tedesco trovare cosa si cela dietro questi decessi, troppo ravvicinati per essere casuali, ed in cui forse la realtà è stata volutamente mascherata perché la interpretassero nella maniera sbagliata. Realtà ed apparenza potrebbero essere totalmente differenti. Solo un'analisi accurata permetterà ad Ivan di risolvere il caso. E questa indagine lo porterà a dover compiere scelte difficili, anche perché ne verrà molto toccato sul lato personale.
Questa è la mia
prima recensione e in breve, per non rubare spazio all’autrice, vi
dirò di me solamente che sono un forte lettore e molto, molto
attento.
Comincio
subito dicendo che la lettura di questo romanzo è abbastanza
scorrevole e non annoia; quindi un libro adatto soprattutto a quei
lettori che non riescono a seguire trame troppo intrecciate perché
magari non leggono molte pagine per volta, così da non perdere il
filo e, visto la fluidità, molto probabilmente il lettore medio
potrebbe riuscire a leggere qualche pagina in più del solito. Un
lettore “esperto” però, potrebbe “infastidirsi” un po’ da
qualche incongruenza e lacuna presenti in alcuni omicidi che, per un
amante dell’autore Jeffery Deaver, si sarebbero potute evitare
semplicemente con un po’ di attenzione in più su alcuni dettagli.
Ambientato
a Roma, l’autrice riesce a descrivere la città in modo molto
particolare, non usando le solite descrizioni ma a modo suo: “La
pioggia avrebbe dettato legge per diversi giorni, ma nel giro di un
paio di settimane il cambio dell’armadio sarebbe stato inevitabile.
Forse al nord la primavera sarebbe stata più lunga e capricciosa, di
solito funzionava così, ma non a Roma. Qui la mezza stagione era
brevissima e in un botto si era in piena estate.” Chi non conosce
almeno alcuni monumenti della capitale? Quindi a parer mio, una
descrizione di questo genere la trovo molto azzeccata. Ritornando
alla fluidità della lettura, data anche dalla presenza di un
linguaggio molto comune, a farla da padrona è la presenza di
numerosi dialoghi e poca parte narrata, forse anche un po’ troppo
poca però… e, visto il ruolo predominante di questi dialoghi, io
avrei preferito che fossero un po’ più “ricchi”, giacché alle
volte somigliano a quelli di un copione teatrale: privi di reazioni
fisiche e mentali; un po’ tipo “botta e risposta”, che magari
l’autrice ha scelto di scrivere così per dare un ritmo più
serrato.
L’amicizia
e il lavoro di squadra sono le cose che più spiccano in questo
piacevole romanzo che io, lo vedo più come un Noir anziché un
Thriller.
Solo
con un buon lavoro di squadra si può arrivare a concludere
un’indagine di polizia nel migliore dei modi, ma ci vuole tempo
però e purtroppo i morti aumentano. Quello che mi è davvero
piaciuto di questo libro è stato il finale. Verso metà lettura, a
causa di un particolare, avevo creduto di aver individuato
l’assassino e lì per lì ci ero rimasto male, ma così alla fine
non è stato, quindi aspettatevi una conclusione che vi lascerà
sorpresi.
Buona
lettura da Ivan Collura.






Nessun commento:
Posta un commento